image_pdfimage_print

«Gaza e la reticenza della stampa: la necessità di chiamarsi fuori»

«Magari fra decenni, ma in tanti si domanderanno dove eravamo mentre decine di migliaia di persone finivano sotto le macerie a Gaza. Questo massacro ha una scorta mediatica che lo rende possibile. Questa scorta siamo noi. Non avendo alcuna possibilità di cambiare le cose, con colpevole ritardo mi chiamo fuori»: così il giornalista Raffaele Oriani ha comunicato la fine della collaborazione con “la Repubblica”.