Torino e il disastro ambientale. Un appello

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Tutti parlano di emergenza ambientale. E i più aspettano che siano altri a risolvere il problema. Certo la questione è planetaria e va (andrebbe) affrontata a livello mondiale. Ma non devono fare qualcosa anche le singole città, a cominciare da quelle, come Torino, che hanno da tempo una pessima qualità dell’aria? Se lo chiedono – e lo fanno con una lettera indirizzata al Sindaco, ai componenti della Giunta e ai membri del Consiglio comunale – 63 professori dell’Università e del Politecnico. Pubblichiamo di seguito la lettera, curiosi di sapere se ci sarà una risposta e, soprattutto, se ci saranno comportamenti coerenti.

Egregio Sig. Sindaco, egregi assessori, gentili consigliere e consiglieri,

vi scriviamo per sollecitare la vostra attenzione sul tema ben noto della ormai conclamata (almeno sul piano retorico), quanto oggettiva, emergenza ambientale, oltreché economica, che sta affliggendo il mondo intero. In questo contesto la città di Torino non può giocare il ruolo di semplice spettatrice in attesa che altri trovino delle soluzioni a problemi cui la città di fatto attivamente contribuisce. Al riguardo vorremmo richiamare alcuni elementi informativi che saranno probabilmente ben noti a tutti, ma che è utile comunque elencare.

– Il 9 luglio 2021 è comparso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il regolamento che fissa per tutti gli stati dell’Unione l’obiettivo vincolante di conseguire, entro il 2030, la riduzione del 55% (rispetto al 1990) delle emissioni di CO2 e altri gas climalteranti (GHG) per poi conseguire (anche questo come obiettivo vincolante) la totale parità del carbonio (emissioni non compensate pari a zero) entro il 2050.

– Il 7 agosto 2021 è stata resa pubblica la prima versione del rapporto 2021 dell’IPCC (International Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) sul cambiamento climatico, nel quale si rileva che l’incremento della temperatura superficiale media del pianeta sta procedendo con una velocità superiore a quanto precedentemente previsto.

– La conurbazione torinese ha da tempo una pessima qualità dell’aria (Torino è la 298esima città su 323 monitorate in Europa).

In tutto ciò di certo Torino, come tutte le città similari, ha un ruolo attivo quale emettitore netto di GHG e consumatore di energia. Considerati gli obiettivi di drastica riduzione da conseguire entro approssimativamente un decennio, il Comune sta predisponendo una strategia e delle azioni adeguate ed efficaci? Quali?

Sappiamo che negli anni la Città, nel quadro del Patto dei Sindaci, cui ha aderito, e in quello della Città Metropolitana, ha elaborato o contribuito ad elaborare dei piani d’azione quali il PAES (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) e il PAESC (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima). Come interagiscono tali piani con le scelte politiche quotidiane e concrete della città? Per sapere quanto Torino impatti globalmente sul clima e sull’ambiente e quanto e se eventuali specifici provvedimenti risultino efficaci al fine della riduzione delle emissioni, la città dovrebbe dotarsi di un bilancio del carbonio. Si è cominciato a predisporre un tale bilancio? O forse esso esiste già ma semplicemente il pubblico, a partire da noi, non ne è al corrente? PAES e PAESC implicano e hanno prodotto alcuni studi di monitoraggio delle emissioni cittadine di climalteranti: quanto l’attività amministrativa ne tiene conto? Sarebbe necessario un monitoraggio continuo, e oggi, sul piano scientifico, sono state messe a punto delle metodiche appropriate che lo consentono; bisognerebbe applicarle al fine di verificare l’efficacia delle politiche di riduzione perseguite. In particolare poi, per coerenza, ogni singola proposta di nuova attività o intervento sul territorio comunale dovrebbe essere accompagnata da uno specifico bilancio delle emissioni climalteranti, oltreché inquinanti, redatto da un soggetto qualificato e indipendente: se l’attività o l’insediamento, oltre ai tradizionali altri vincoli di sicurezza, risulta comportare un aumento delle emissioni climalteranti rispetto alla condizione di partenza, esso non potrà essere autorizzato, a meno che contestualmente e in modo direttamente verificabile venga attivato anche un processo che porti alla rimozione dall’atmosfera di una quantità di GHG pari a quella emessa. È così?

Per il contenimento del mutamento climatico in atto e per la mitigazione dei suoi effetti ricopre un ruolo essenziale anche il suolo. Al riguardo da anni si parla di necessità di porre fine ad un consumo che però ha continuato e continua ad avvenire. Stando al rapporto ISPRA 2021, tra il 2019 e il 2020 il suolo impermeabilizzato di Torino è cresciuto di 13 ettari (la superficie impermeabilizzata artificialmente in città – quasi 8.500 ha – era, nel 2020, pari all’65% della superficie totale e i 13 ha aggiuntivi corrispondono a un ulteriore + 0,1%). Come il PRG gestisce questa tendenza?

Emissioni climalteranti e inquinamento sono direttamente connessi con alcune attività fondamentali: il traffico veicolare, l’uso dell’energia e lo smaltimento dei rifiuti. Si sta sviluppando una strategia per ridurre la produzione di rifiuti ed il consumo di energia, nelle sue varie modalità? Per quanto riguarda l’energia, in coerenza col PAES, occorre un bilancio energetico cittadino: esiste già? e se c’è lo si utilizza per valutare le decisioni che si assumono? oppure lo si sta predisponendo? Il TAPE (Turin Action Plan for Energy) svolge questa funzione? L’Amministrazione ne è consapevole? Una volta nota la situazione di fatto, la Città potrà adottare una politica volta alla riduzione del fabbisogno energetico complessivo e all’abbandono più rapido possibile di ogni fonte energetica il cui utilizzo lasci un’eredità negativa sulle spalle delle prossime generazioni. La Città potrebbe promuovere la produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili, puntando anche alla massima corresponsabilizzazione degli utenti. Il quadro normativo nazionale, col decreto legislativo 199/2021, fornisce alcune opportunità e individua strumenti per operare in tal senso. L’Amministrazione sta considerando le possibilità offerte dal decreto e studiando le modalità per coinvolgere i cittadini? Di certo dei più di 8.000 ettari impermeabilizzati una parte non piccola potrebbe ospitare impianti di produzione di energia da rinnovabili, anche solo facendo riferimento alle coperture non assoggettate a vincoli e al netto di quelle male esposte: se ci avete fatto caso, guardando la città dal piazzale di Superga si nota sulla destra un’ampia superficie coperta da capannoni industriali che potrebbero senza particolari difficoltà ospitare impianti fotovoltaici per qualche MW di potenza. Anche una parte non trascurabile dei numerosissimi condomini cittadini potrebbe ospitare dei gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente, secondo la definizione del decreto legislativo 199/2021 e della precedente legge 8/2020; avete preso in considerazione la possibilità di illustrare ai cittadini questa possibilità fornendo un sostegno, quanto meno informativo, adeguato?

Bisogna ovviamente anche essere molto attenti ai risvolti sociali ed economici delle scelte che si fanno e ai criteri che si usano per valutarne il successo e l’efficacia. Al riguardo viene ancora sistematicamente utilizzato come indicatore il PIL, anche se già da molto tempo è chiaro che tale parametro non è (o non è più) adeguato per misurare la qualità della vita all’interno delle nostre società. Immaginiamo sappiate che il Parlamento italiano ha approvato, con la legge 163/2016, l’introduzione di un gruppo di indicatori collettivamente indicati con l’acronimo BES (Benessere Equo e Sostenibile) prescrivendo di usarli come strumento di valutazione delle politiche economiche del governo. Da allora ogni anno una relazione basata sull’andamento dei BES accompagna l’approvazione parlamentare del Documento di Economia e Finanza. Certamente anche i servizi della città di Torino concorrono a raccogliere e trasmettere all’ISTAT per l’annuale rapporto le necessarie informazioni sull’andamento appunto dei BES. Per quanto non semplice, non sarebbe il caso di provare a usare quelli per valutare l’efficacia delle politiche della città?

La condizione di emergenza e di urgenza in cui ci troviamo purtroppo non è un semplice modo di dire. Tutti devono farsene carico ma certamente le vostre spalle, dato il ruolo che svolgete, debbono sopportare un peso maggiore di quelle dei più. Le scelte non sono facili, ma debbono essere consapevoli ed è così che si può trovare il necessario consenso da parte dei cittadini. In attesa di risposte vi auguriamo buon lavoro.

Cordialmente

Angelo Tartaglia, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Sergio Foà, Università di Torino, Dip. Giurisprudenza
Guglielmina Mutani, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Alessandra Algostino, Università di Torino, Dip. Giurisprudenza
Tamara Bellone, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture
Roberto Burlando, Università di Torino, Dip. Economia e Statistica
Marina Clerico, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture
Caterina Mele, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica
Alan Maria Mancini, Università di Torino, Dip. Scienze della Terra
Walter Franco, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Alessandro Sciullo, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Filippo Barbera, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Dario Padovan, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Maurizio Repetto, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Filippo Spertino, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Antonio De Rossi, Politecnico di Torino, Dip. Architettura e Design
Andrea Cavallero, Università di Torino, Dip. Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari
Silvia Bodoardo, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Erasmo Carrera, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Bernardo Ruggeri, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Francesco Malaspina, Politecnico di Torino, Dip. Scienze Matematiche
Gaetano Iuso, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Bruno Panella, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Carlo Olmo, Politecnico di Torino, Dip. Architettura e Design
Francesco Raffa, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Francesco Porcelli, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Luigi Garibaldi, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Guido Montanari, Politecnico di Torino, Dip. Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio
Giovanni Vincenzo Fracastoro, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Lamberto Rondoni, Politecnico di Torino, Dip. Scienze Matematiche
Luca Settineri, Politecnico di Torino, Dip. Ingegnaria Gestionale e della Produzione
Giancarlo Cicero, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Marco Carlo Masoero, Politecnico di Torino, Dip. Energia “Galileo Ferraris”
Carlo Novara, Politecnico di Torino, Dip. Elettronica e Telecomunicazioni
Valentina Pazé, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Roberto Trinchero, Università di Torino – Dip. Filosofia e Scienze dell’Educazione
Leonardo Reyneri, Politecnico di Torino, Dip. Elettronica e Telecomunicazioni
Francesco Pallante, Università di Torino, Dip. Giurisprudenza
Matteo Losana, Università di Torino, Dip. Giurisprudenza
Gianluca Cuozzo, Università di Torino – Dip. Filosofia e Scienze dell’Educazione
Egidio Dansero, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Claudio Cassardo, Università di Torino, Dip. Fisica
Franco Prina, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Marco Maria Bagliani, Università di Torino, Dip. Economia e Statistica
Alessandro Pelizzola, Politecnico di Torino, Dip. Scienza Applicata e Tecnologia
Luca Mesin, Politecnico di Torino, Dip. Elettronica e Telecomunicazioni
Federico Colombo, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Francesco Ramella, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Stefano Di Carlo, Politecnico di Torino, Dip. Automatica e Informatica
Antonaldo Diaferio, Università di Torino, Dip. Fisica
Maria Cristina Caimotto, Università di Torino, Dip. Culture, Politica e Società
Michele Goano, Politecnico di Torino, Dip. Elettronica e Telecomunicazioni
Terenziano Raparelli, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Renzo Arina, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Raffaella Sesana, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Cristiana Delprete, Politecnico di Torino, Dip. Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
Riccardo Palma, Politecnico di Torino, Dip. Architettura e Design
Stefano Tartaglia, Università di Torino, Dip. Psicologia
Chiara Rollero, Università di Torino, Dip. Psicologia
Angela Fedi, Università di Torino, Dip. Psicologia
Silvia Gattino, Università di Torino, Dip. Psicologia
Anna Miglietta, Università di Torino, Dip. Psicologia

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