La Firenze del lusso che dimentica le sue radici

Volerelaluna.it

24/12/2020 di:

Signor sindaco, signore e signori assessori, 

portate in Tribunale anche me per le mie libere opinioni, considerato che anch’io condivido quanto dichiarato da Tomaso Montanari nel corso dell’intervista rilasciata alla trasmissione Report nel giugno di quest’anno.

Penso anch’io che lo spopolamento del centro storico sia il frutto di una scelta a favore dei capitali stranieri e non dei cittadini; per i resort di lusso e non per la residenza; per i frazionamenti al servizio della trasformazione in Airbnb e non per politiche a favore delle famiglie. Penso che le giunte Renzi e Nardella abbiano avuto un ruolo fondamentale nella vendita di parte pregiata del patrimonio immobiliare e storico fiorentino. Penso che la teleferica di Boboli sia un progetto semplicemente folle. Allo stesso tempo, signor sindaco, ricordo bene i suoi viaggi nel mondo, in particolare a New York nel 2015, quando presentò a investitori immobiliari internazionali i gioielli che metteva a loro disposizione col progetto “Investire a Firenze”, precisando sempre la disponibilità delle sue giunte a tutte le varianti urbanistiche necessarie per soddisfare i desideri delle società interessate. Penso che sia quindi del tutto corretto concludere che «Firenze è una città in svendita, è una città all’incanto, una città che se la piglia chi offre di più e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri che prendono la città e la smembrano», per citare alla lettera la frase incriminata di Tomaso Montanari.

La storia si ripete come ben ricorda il libro-reportage Gli Zingari e il rinascimento di Antonio Tabucchi (rieditato da Edizioni PIAGGE e che fareste bene a rileggere), dove la Firenze del lusso e della vetrina si dimentica delle proprie radici democratiche, di essere città medaglia d’oro della Resistenza e si piega alla cultura dello spreco e dello scarto.

Crediamo allora che sia miope e intollerabile cercare di mettere a tacere un intellettuale attraverso la minaccia di dovervi risarcire 165 mila euro per aver espresso le sue argomentate critiche alle vostre pessime scelte politiche.