Milano. Ripartire dal mutuo soccorso e dal conflitto sociale

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RiMaflow è un progetto di lavoro economico, sociale e solidale che mette insieme disoccupati, precari, migranti, disabili, artigiani, artisti, agricoltori biologici, comunità e associazioni del territorio circostante. È una cooperativa di comunità che crea sinergie e coesione tra tutti i soggetti coinvolti attraverso pratiche di mutualismo e la produzione di beni e servizi per incidere positivamente sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità stessa ma anche per contribuire a combattere le ingiustizie sociali della società.

Il progetto nasce nel 2013 da ex operai e operaie della Maflow che, ispirandosi alle fabricas recuperadas argentine a alle storiche società di mutuo soccorso, recuperano la fabbrica abbandonata dopo la chiusura dell’impianto produttivo sito a Trezzano sul Naviglio (MI). Viene così fondata la cooperativa Ri-Maflow: Ri come Ri-nascita da una condizione avvilente per costruire in autogestione possibilità di lavoro e reddito. Per circa sei anni e mezzo, e via via con l’arrivo di altre persone e competenze, si sono costruite le condizioni per avviare diverse attività produttive e di mutuo soccorso senza nessun finanziamento né pubblico né privato, puntando alla riconversione in senso ecologista in nome del riuso, del riciclo e dell’economia circolare.

Dopo una lunga lotta (RiMaflow vuole vivere e RiMaflow vivrà) per la regolarizzazione di tutte le attività, un accordo presso la Prefettura di Milano con il concorso di vari soggetti nostri sostenitori (fondazioni, enti morali e privati cittadini), RiMaflow ha potuto trasferirsi dalla vecchia sede a una nuova e più moderna sempre a Trezzano sul Naviglio (www.rimaflowcittadeimestieri.it). Si tratta dell’ex Autosystem, ossia uno dei due stabilimenti che un tempo, insieme a Maflow, appartenevano alla medesima società di produzione di condizionatori per auto e veicoli industriali, che ha cessato le attività nell’aprile 2018 e all’interno della quale hanno lavorato alcuni di noi dopo la chiusura dello stabilimento di via Boccaccio.

“RiMaflow Fuorimercato, società operaia di mutuo soccorso, cooperativa sociale di comunità a r.l.” è oggi parte del Consorzio “Almeno 331” che gestisce il sito produttivo e che ha come scopo istituzionale di realizzare tanti posti di lavoro quanti ne erano stati persi dopo la chiusura dello stabilimento. 

Il cuore pulsante di RiMaflow è la Città dei mestieri dove si svolgono molteplici attività. Al suo interno operano in co-working diverse botteghe artigiane: falegnami, fabbri, tappezzieri, modellistica, design, bigiotteria, laboratori artistici e scenografici, sgombero edifici e traslochi, interventi impiantistici ecc.

Da circa un anno è in funzione la Logistica e distribuzione di prodotti alimentari BIO a km zero e zero politico, provenienti dalle realtà autorganizzate a noi collegate tramite Fuorimercato rete nazionale. Da quelle del Parco Agricolo Sud Milano a SOS Rosarno in Calabria, a Contadinazioni di Palermo e di Sfruttazero a Nardò e Bari. Tutte realtà con cui condividiamo la lotta per un cibo eticamente e biologicamente sano, contro l’agroindustria e la grande distribuzione organizzata che attraverso il potere economico favoriscono il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori migranti e locali nelle campagne.

La situazione particolarmente difficile dovuta al Coronavirus ha creato molte difficoltà. Ma anche durante la fase dell’emergenza, pur avendo sospeso tutte le attività, si è continuato a lavorare su base volontaria, e con le dovute accortezze sanitarie, per garantire la continuità di un servizio essenziale: la distribuzione di prodotti alimentari. Ciò ha permesso di dare un contributo alle necessità delle famiglie organizzate nei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e di altre realtà del territorio come pure a privati cittadini/e, assicurando consegne a domicilio. Questa scelta ha permesso di creare sinergie con altre realtà solidali del territorio per la distribuzione di prodotti alimentari freschi e di prodotti per l’igiene a 850 famiglie in difficoltà del Municipio 6 di Milano.

Altra attività è la cooproduzione di liquori: il Rimoncello, l’Amaro partigiano, il RiAce e la Vodka Kollontai. Ogni liquore, oltre alla bontà degli ingredienti, rappresenta una storia, un progetto solidale: l’Amaro Partigiano prodotto in collaborazione con Archivi della Resistenza e il Museo della Resistenza di Fosdinovo (MS) parla di Resistenza, di lotta antifascista, della necessità di continuarla e dell’importanza di mantenere la Memoria del passato; la Vodka Kollontai, nata dall’incontro con il comitato Kollontai, pone la necessità di fermare la violenza sulle donne e soggettività LGBTIQ, ci parla di antisessismo e autodeterminazione; il Rimoncello, nato in collaborazione con SOS Rosarno, e il RiAce, coprodotto con la Fondazione “È stato il vento”, ci parlano di lavoro etico e autogestito, di pari diritti e di antirazzismo, di accoglienza, di economia solidale e di rispetto per l’ambiente. Ogni bottiglia venduta oltre a sostenere il nostro lavoro va a finanziare questi percorsi.

Un ulteriore laboratorio produttivo è sorto come conseguenza dell’emergenza sanitaria. Riconvertendo parte delle nostre attività abbiamo dato luogo alla produzione di mascherine antivirus. Questo ci ha permesso maggiori prospettive lavorative per il nostro futuro contribuendo alle necessità dei cittadini del nostro territorio. Lo sviluppo di questa attività ha consentito di stipulare una convenzione con il carcere di Bollate per l’apertura di un laboratorio di mascherine anche nella loro struttura e l’assunzione di quattro detenuti che, attraverso il lavoro, hanno un’opportunità di riscatto e di far parte di una comunità solidale.

La nostra fabbrica ospita anche associazioni del territorio come “Diversamente”, che si occupa di disabilità psichiche; attività culturali e artistiche in collaborazione con diversi operatori del settore. Tra questi la “Libera Masseria” di Cisliano, bene confiscato alla criminalità organizzata con cui condivide attività di formazione per giovani, e la “Civica Scuola di musica Antonia Pozzi” di Corsico, con la quale RiMaflow ha dato vita all’Associazione culturale Officina delle libere stelle presieduta da Moni Ovadia.

Tutto il nostro operare è stato possibile grazie alla lotta e alle relazioni solidali costruite con tante realtà del territorio milanese e nazionale e anche partecipando la Rete dei Numeri pari alla quale aderiamo. La crisi economica in atto, esacerbata dal Covid-19 che ha evidenziato anche i pericoli generati dalla distruzione degli ecosistemi, crea maggiore precarietà e insicurezza di vita soprattutto per i settori più deboli della società anche per la fragilità e la inadeguatezza dei servizi di sostentamento statali. Per contrastare questo stato di cose, per il nostro vivere quotidiano e per costruire un futuro ecosostenibile, libero da ingiustizie sociali, economiche e di genere, pensiamo che sia indispensabile ripartire proprio riscoprendo la carica politica del mutuo soccorso e del conflitto sociale.

Per contatti scrivere a info@rimaflow.it

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