Soverato. Una gita elettorale mal riuscita

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Cronaca vera della gita di Salvini a Soverato Beach (le cronache dei giornali mainstream non sono vere).

Comizio sul lungomare fissato per le 21, piazza autorizzata per il sit in di protesta a 500 metri di distanza dalle 18 in poi. Alle 20 in attesa sotto il palco un centinaio di persone, molta polizia e la solita ressa di cronisti e telecamere. In mare navetta della Guardia di finanza, tipo quella “speronata” da Carola, e un incrociatore. Noi nell’altra piazza più di loro.

Alle 21 ci siamo trasferiti verso la piazza col palco: non sono brava a dare le cifre ma eravamo assai, per me molti più del previsto, perché si sono aggiunti un po’ di turisti e ‒ sorpresa! ‒ moltissimi 5 stelle furibondi col “pagliaccio, traditore”. Quando ci siamo spostati alla spicciolata nella piazza del comizio, prima sono stati subissati di fischi e slogan vari i buttafuori del ministro e il minicorteo di autorità di contorno. A quel punto la polizia ha “alleggerito” spingendoci indietro e ha fatto un cordone per isolarci dalle prime file di fan leghisti (pochini).

Dopodiché tutto il comizio di Salvini è stato coperto dalle contestazioni: nessuno ha sentito una sola parola, tranne forse, appunto, nelle primissime file. Se lo scopo poi era quello di raggiungere la folla di turisti a spasso sul lungomare, beh, è proprio fallito. Per giunta qualcuno, poi individuato e fermato, ha sabotato il microfono e il ministro si è dovuto interrompere per un bel po’ di minuti. Se oggi ha messo su facebook il file del suo intervento “pulito” dai fischi, lo si deve solo a dei potenti filtri tecnologici: in piazza non si sentiva niente.

C’erano moltissimi giovani con noi, e pochissimi, forse neanche mezzo, con loro.

Contestazione matura, perfino altera, non subalterna: il migliore spirito pubblico meridionale, che non vedevo da decenni. È chiaro poi che Salvini ha fatto i conti senza l’oste: se si va al voto gli toccherà fare una campagna elettorale con l’ex alleato di governo scatenato nelle piazze contro di lui.

Poscritto: faceva e fa un caldo indescrivibile, molesto, insopportabile. È ora di mettere davvero il cambiamento climatico al centro dell’agenda politica.

L’articolo è tratto da Facebook