Torino: la pulizia del Trincerone, ovvero la cancellazione di un bosco urbano

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Il Trincerone, a Torino, è stato fino agli anni Settanta uno scalo merci lungo circa tre chilometri, incassato tra via Gottardo e via Sempione, che collegava lo Scalo Vanchiglia alla ferrovia Torino-Milano. Poi la dismissione. In quarant’anni esso era diventato una sorta di lungo bosco in città. Oltre che, conoscendo la gente, ricettacolo di immondizie di ogni tipo. Risultato: solo lamentele da parte dei cittadini che in quel bosco leggevano solo incuria e abbandono, e quindi ripetute richieste di intervento perché si facesse piazza pulita.

Ed ecco che, a dicembre, è accaduto quello che per la Circoscrizione 6 è un miracolo e per me una vera nefandezza. Il Trincerone viene azzerato: l’Immobiliare Regio Parco interviene per rimuovere tutto il verde, l’Amiat per rimuovere i rifiuti.

Ci sarebbero molte osservazioni da fare al riguardo.

Potremmo cominciare con un Comune che ha le pezze al culo e destina una parte delle proprie già scarse risorse per eliminare del verde urbano. E potremmo continuare con l’imbecillità della gente che lo ha utilizzato come una discarica per arrivare a un’amministrazione comunale che non si è mai curata di evitare che fosse usato come discarica e non ha mai fatto pulizia al suo interno.

Ma quello che più mi preme è sottolineare la stupidità di chi, per anni, ha visto in un bosco in città (c’erano alberi pluridecennali) solo erbacce e incuria. E un Comune che, invece di cogliere l’occasione per investire in un’operazione culturale (anche solo basata sul fatto che Torino è una delle città più inquinate d’Europa e il verde è indispensabile), azzera tutta quella natura spontanea. Così, peraltro, garantendosi un consenso dei lagnosi residenti.

Era il 2014 quando, insieme ad altri amici di rara sensibilità, diedi alle stampe “Verde clandestino”, un saggio divulgativo sulla potenza e sull’utilità del verde spontaneo in città. Torino ha fatto pressoché piazza pulita di tutto quel verde per incassare oneri di urbanizzazione da lottizzazioni e centri commerciali.

Speravo in un ripensamento della nuova giunta. Invece, nulla. L’insensibilità verso la natura si rivela una costante di qualsiasi formazione politica, giusta rappresentanza della gente che la vota. Neanche un tentativo, neppure minimo, di far crescere la sensibilità ambientale. E via con le ruspe.

Ma un’altra considerazione si impone, neppure così campata per aria.

La liberazione dell’Asilo occupato, la delibera di sgombero dei poveri al canale Molassi, la pulizia del Trincerone: un filo comune, forse inconsapevole, unisce queste operazioni, ed è liberarsi del diverso. Ma è facile prevedere che questo potere non riuscirà a liberarsi degli antagonisti. Così come è facile prevedere che i poveri aumenteranno e che, per fortuna, la natura non scomparirà.

About Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: "Piste o peste"; "Disastro autostrada"; "Torino. Oltre le apparenze"; "Verde clandestino"; "Loro e noi. Storie di umani e altri animali"; "Il mare privato". Come unico autore: "Regole minime per sopravvivere"; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni". Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

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4 Comments on “Torino: la pulizia del Trincerone, ovvero la cancellazione di un bosco urbano”

    1. Ho letto, mi fa piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Mi rattrista lo scempio stupido che è stato effettuato. Solo per avere consenso popolare.

  1. Condivido al 100% tutte le tue osservazioni ma una sola correzione deve essere fatta al tuo articolo relativamente alla frase “l’Immobiliare Regio Parco interviene per rimuovere tutto il verde, l’Amiat per rimuovere i rifiuti”.
    L’AMIAT non ha fatto assolutamente nulla e, a tutt’oggi (come puoi vedere chiaramente anche dalle foto che ho mano a mano aggiunto al mio post, che rimangono attuali ancora oggi) non solo permangono TUTTI i rifiuti preesistenti l’abbattimento degli alberi, ma ce ne sono di nuovi che alcuni residenti imperterriti continuano a gettare, impuniti dalle forze dell’ordine e con la complicità di quella parte della popolazione che sicuramente non può non vedere.

    Quello che davvero sembra sia mancata e manchi tutt’ora è un’opera di sensibilizzazione della popolazione …. Ma come pensare di proporla con una Circoscrizione che ha inneggiato fin da subito a quell’opera di distruzione come fosse invece una di riqualifica del territorio, marciando sporco anche con false promesse di una realizzazione a breve di una seconda linea di metro??? Cosa dire delle associazioni ambientaliste da me contattare e dalle risposte di una (riportate sempre integralmente nel mio post) e il tacito assenso delle altre che non hanno degnato nemmeno di rispondere alle mie sollecitazioni, domande e diversi tentativi di ottenere da loro una qualsivoglia risposta???

  2. la cosa più drammatica è l ipocrisia circolante. si cerca di arginare lo smog con metodi a dir poco assurdi. mentre da anni a torino si tagliano alberi e si toglie spazio al verde per costruire supermercati di cui non si ha bisogno.

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