Pensavo fosse un treno, invece era un camion

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Il 13 aprile, in piena notte, centinaia di poliziotti e carabinieri hanno occupato l’area di San Didero in cui Sitaf e Telt hanno deciso di trasferire l’autoporto di Susa, accerchiato il presidio No TAV e tentato di sgombrare gli occupanti.

Ospedali e sanità

Pensavi avrebbero rafforzato quelli. Cosa sarebbe più urgente? E la scuola, diamine. Dopo mesi e mesi con bambini e ragazzi incollati ai video, perché non possono stare in classe: i loro edifici scolastici sono troppo pochi, piccoli e spesso fatiscenti. Senza dimenticare il lavoro. Chi rischia di perdere il lavoro oppure è in seria difficoltà con la sua impresa, ai quali sono arrivate solo briciole.

Per il TAV

No, niente di tutto questo. Anche oggi lo Stato fa il TAV. Nel bel mezzo della pandemia da coronavirus, con l’Italia che annaspa tra chiusure a singhiozzo, vaccinazione a rilento ed economia che traballa.

I latitanti della Valsusa

Due notti fa mezza polizia d’Italia si è trasferita in Val Susa per un’immensa operazione. La cattura del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro? No, lui può dormire sonni tranquilli. E protetti. Le truppe qui vengono per imporre con la forza la Torino Lione: la grande opera più inutile d’Europa, come ci dicono le conclusioni della Corte dei Conti Europea (previsioni gonfiate del traffico merci, progetto inconsistente, decennali ritardi di costruzione, danno climatico conclamato). A latitare, da queste parti, sono solo in due: la credibilità dello Stato e la costruzione della Torino Lione.

Pensavo fosse un treno, invece era un camion

Per fare il treno? Macché! Qui vogliono iniziare la costruzione dell’area per i camion. Sì, avete letto bene: i camion, proprio quelli che dovevano sparire grazie alla nuova mirabolante ferrovia. Due notti fa la macchina da circo della Torino Lione si è rimessa in moto per la sua ennesima e futile esibizione: l’apertura in Val Susa (a San Didero, bassa valle) del cantiere per la costruzione di un Autoporto ovvero di un’immensa area sosta e servizio per i camion, per metterceli quando chiudono il transito sui valichi. Ne esiste già una (a Susa) ma nell’allegra giostra del TAV piace buttarla all’aria per farci sopra altri cantieri. E ne esiste già anche un’altra, più vicino a Torino (a Orbassano). Ma l’occasione di spreco era imperdibile: questa bella (e inutile) cattedrale autostradale costa 49 milioni di euro.

Il mago delle recinzioni

Pertanto nelle prossime ore in Val Susa potremmo avere un po’ più di recinzioni. Altre ne avevamo già (a Chiomonte e Giaglione). Negli ultimi anni Telt, la società pubblica italo-francese che dice di voler fare il TAV, ha assunto un tono un po’ trumpiano: ultimamente si è specializzata nella posa di recinzioni. Considerato che con i treni non sta andando tanto bene… Vent’anni fa l’avvio (presunto) dei primi cantieri in Francia. Dieci anni fa l’apertura del primo (e unico finora) cantiere in Italia (Chiomonte). In vent’anni si sarebbero potuti costruire 3 tunnel (tre). Invece, dopo vent’anni di chiacchiere e miliardi, nemmeno un centimetro di ferrovia realizzata. Malgrado i signori del TAV dispongano di soldi, potere e della mano pesante della forza pubblica, nei cantieri italiani non si stanno costruendo ferrovie (bensì recinzioni).

L’uomo su Marte, prima di Lione

Le agenzie spaziali di tutto il mondo stanno lanciando la corsa per il pianeta rosso. Entro il 2030 una stazione spaziale permanente potrebbe essere messa in orbita intorno alla Luna. Ma nel frattempo (anche partisse oggi) il tunnel ferroviario del TAV non sarà ancora in esercizio. Andremo su Marte prima che a Lione, probabilmente. In realtà ci possiamo già andare, in TGV e prossimamente in Frecciarossa, ma spiace deludere quelli che credono ancora alle favole. Quanto tempo ancora dovremo aspettare, prima che questo progetto screditato e dannoso venga finalmente accantonato? Quanto tempo ancora dovremo aspettare, prima di vedere finalmente le Infrastrutture e le Mobilità Sostenibili?

 

Galleria fotografica di Maria Franzoni

Alberto Poggio

Alberto Poggio, ingegnere, è membro della Commissione tecnica nominata dal Comune di Torino e dai Comuni della Valle di Susa per studiare l’andamento del progetto della Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione.

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