La scuola al tempo dell’incertezza

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È un coro: la scuola è fondamentale, al centro dell’attenzione, in cima alle priorità.

Il consenso unanime deve insospettire: ciò che è proclamato a parole è spesso smentito nei fatti. Noi ci troviamo precisamente in una situazione del genere: nessuno direbbe che educazione e istruzione non siano “decisive” per il futuro, ma mai come ora la sensazione di chi vive la scuola è di profondo disagio. Un disagio che, per fortuna, non produce solo passività e isolamento, ma anche l’attivazione di energie civiche, professionali, politiche, di operatori, famiglie, ragazze e ragazzi, delle quali diamo testimonianza in questa Talpa. Un approfondimento che abbiamo voluto chiedendo il contributo di voci qualificate che aiutino a capire “la posta in gioco” senza banalizzazioni e schematismi, ma con lo sguardo critico di chi è consapevole della relazione profonda fra scuola e società, fra scuola e democrazia.

Per Volere la luna si tratta di un dossier che arricchisce le riflessioni che sin dalla scorsa primavera stanno accompagnando questi difficili mesi di convivenza con la didattica a distanza, diventata ora ufficialmente didattica digitale integrata. Una modalità di “fare lezione” che non riguarda più bambine e bambini dei primi cicli – infanzia e primo grado – ma che, in questa vigilia di vacanze natalizie, vale ancora per la gran parte del resto degli utenti di un servizio che sembra non servire. Una nuova dimensione, quella della didattica a distanza, che sembra destinata a diventare qualcosa con cui fare i conti in ogni caso, anche a pandemia superata.

L’abbiamo definita “un servizio”, ma la scuola, ovviamente, è molto più. È un’istituzione della Repubblica. Ci sembra, questa, la prima e più importante consapevolezza da non smarrire, non stancandosi di richiamare quell’articolo 3 della Costituzione che affida anche alla scuola pubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed eguaglianza e impediscono il pieno sviluppo della persona. Così come non ne va smarrita un’altra: che il sistema di istruzione porta con sé problemi antichi, ben precedenti la pandemia, non solo rimasti irrisolti, ma ulteriormente aggravati da questi drammatici mesi.

I testi che offriamo alla lettura sono strumenti di conoscenza e approfondimento che mostrano che le intelligenze e le passioni non mancano. I “serbatoi” di pensiero critico che dedicano attenzione alla scuola non sono pochi, circolano idee e mobilitazioni, talvolta anche con differenze d’accenti e di punti di vista che sarebbe sciocco e inutile negare, pur se all’interno di un orizzonte valoriale comune. Certo è che il bisogno di riappropriarsi delle proprie vite durante e dopo questa fase attende di poter essere politicamente organizzato verso obbiettivi condivisi di cambiamento nel segno della giustizia sociale. Per parte nostra non faremo mancare, con le forme e le forze che ci sono proprie, la nostra attenzione e il nostro impegno, tornando già da gennaio a mettere a disposizione di chi ci legge nuovi interventi e approfondimenti.

(jacopo rosatelli)

 

Sommario:

1. La scuola e lo sbilanciamento dei diritti, di Alessandra Algostino

2. Volere la scuola, il protagonismo di studenti e studentesse, di Giulia Olivieri

3. Priorità alla scuola: otto mesi di mobilitazione, di Filippo Benfante, Gloria Ghetti e Costanza Margiotta

4. Il capitalismo delle piattaforme nella scuola: uscire dalla sudditanza, di Marco Guastavigna

5. Scuola. Uscire dall’incertezza è necessario e possibile, di Matteo Saudino

 

Autrici e autori:

Alessandra Algostino, docente di Diritto costituzionale nell’Università di Torino, studia da sempre i temi dei diritti fondamentali e delle forme di partecipazione politica e di democrazia diretta con particolare attenzione alla loro concreta attuazione. Tra i suoi molti scritti: Diritto proteiforme e conflitto sul diritto (Giappichelli, 2018) e Democrazia, rappresentanza, partecipazione. Il caso del movimento No Tav (Jovene, 2011).

Giulia Olivieri, studentessa presso il Liceo Gioberti di Torino, fa parte del collettivo studentesco LaSt.

Filippo Benfante lavora nell’editoria ed è tra i promotori di Priorità alla scuola.

Gloria Ghetti, docente di storia e filosofia nel Liceo Torricelli Ballardini di Faenza, è tra la promotrici di Priorità alla scuola.

Marco Guastavigna, già insegnante di scuola secondaria, attualmente formatore e professore a contratto, cura il blog concetticontrastivi.org e tiene traccia della sua attività in noiosito.it.

Costanza Margiotta, docente di filosofia del diritto nell’Università di Padova, è tra le promotrici di Priorità alla scuola.

Matteo Saudino, insegna filosofia presso il liceo Giordano Bruno di Torino. È autore di La filosofia non è una barba (Vallardi, 2020) e, con Chiara Foà, di Il prof fannullone. Appunti di una coppia di insegnanti ribelli nell’esercizio del mestiere più antico del mondo (o quasi) (Independently published, 2017). Ha ideato BarbaSophia (https://www.youtube.com/channel/UCczAmcE87UncfJLyrfA2wUA), canale YouTube in cui spiega e racconta concetti e storia della filosofia.

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