Votare, non votare, come votare

Domenica si vota. Vincerà l’asse Meloni-Salvini con conseguenze nefaste sull’assetto sociale, sul sistema costituzionale, sull’esercizio delle libertà e dei diritti. Ed è sempre più chiara la divaricazione tra questione elettorale e questione politica. È l’occasione, per Volere la Luna, non di indicazioni di voto ma di alcune considerazioni e riflessioni proiettate sul futuro.

Ancora sul voto utile

Nell’ultima settimana di campagna elettorale l’invito al voto utile si fa più pressante, anche se l’espressione è utilizzata con significati diversi (contributo ad assicurare la formazione del governo, o a contenere una sconfitta, o ad eleggere dei parlamentari). Forse sarebbe meglio chiedersi che cosa possa essere davvero “utile” alla costruzione di un’alternativa pacifista, ecologista, anti-capitalista, a questo orribile presente.

Il rischio democratico e le lacrime di coccodrillo

L’appello di Letta a votare PD per evitare che la destra, con il 43% dei voti, conquisti il 70% dei seggi è incongruo. Non solo perché a questa situazione si è arrivati per responsabilità dello stesso Letta, ma ancor più perché un recupero di consensi significativi da parte del PD è del tutto irrealistico. Per questo il voto utile è solo quello che può eleggere parlamentari impegnati per la pace e la democrazia.

Elezioni: “turarsi il naso”, con quel che segue…

La possibilità che il Centro destra possa raggiungere i due terzi dei seggi in ogni camera è abbastanza remota ma il 60% è a portata di mano e ciò sarebbe sufficiente, per esempio, per eleggere i giudici costituzionali di nomina parlamentare. Al di là di cosa ci dice il cuore, dunque, occorre valutare l’effetto del proprio voto: per chi non si riconosce nel centro destra non c’è voto utile ma solo un voto per il meno peggio!

Elezioni: non andare al mare, nonostante tutto

I rischi sono grandi e non si vedono nel Paese lotte in grado di garantire, più del voto, progressi sul piano dei diritti e delle libertà. La scelta per il meno peggio non ha mai prodotto esiti utili e anche per questo non credo possano esserci, per la sinistra, indicazioni di voto (che, del resto, non saprei dare). Ma un voto antifascista è necessario: a ciascuno trovare la strada migliore.

I sondaggi e il rebus del voto

I sondaggi servono a far conoscere in anticipo gli umori degli elettori. Ma, per essere utili, devono essere svolti con professionalità e presentati correttamente. Ma non basta. Essi non sono neutri e finiscono per influenzare gli elettori verso il cosiddetto voto utile (o presentato come tale). E non è un bel segnale che ogni elettore, per decidere come votare, cominci a valutare cosa faranno gli altri.

A chi è utile il voto utile?

È almeno dalla primavera del 2001 che riceviamo appelli al voto utile contro il pericolo della destra. Oggi quel pericolo è più acuto che mai. Ma, senza un salto di qualità sui contenuti, il cosiddetto voto utile sarà un ulteriore inganno: la destra vincerà comunque le elezioni, beneficiando per di più dell’ennesimo spostamento a destra del quadro politico.

Per la Costituzione ma anche contro la guerra

Le elezioni si avvicinano. Si possono cercare, per i collegi uninominali, soluzioni tecniche o escamotages finalizzati a contrastare la vittoria della destra. Ma occorre, insieme, individuare, per il proporzionale, una proposta politica chiara e ben definita che si collochi a sinistra del Pd. Una proposta che affianchi alla difesa intransigente della Costituzione l’esplicito rifiuto della guerra in corso.