La Costituzione sfregiata

La fisionomia della Costituzione subisce da decenni alterazioni evidenti ma il fenomeno ha assunto proporzioni particolarmente vistose nell’ultimo anno in cui si sono succedute l’allegra trasformazione di un disegno di legge in decreto legge, una riforma costituzionale decisa dal Governo e approvata con un iter bulgaro e l’approvazione, con il voto di fiducia, di una legge accompagnata da un decreto legge di modifica.

L’avvio della nuova legislatura: nulla di buono per la salute del Parlamento

Il Parlamento non gode di buona salute. Non da oggi. Ma l’avvio della nuova legislatura gli ha assestato un colpo ulteriore. Basti dire che in soli due mesi il Governo ha varato ben dieci decreti legge (così doppiando il ritmo di cinque decreti a bimestre della scorsa legislatura) e che si sono susseguite e accentuate le forzature per imporre la conversione in legge di tale abnorme massa di decreti.

Dopo di me il diluvio

Draghi è caduto vittima del suo orgoglio e del suo sentirsi superiore alle regole della democrazia. Ha trasformato in tragedia il dissenso di una parte delle forze che lo sostenevano, si è dimesso pur avendo ottenuto la fiducia con una maggioranza assoluta ed è tornato in Senato per ottenere una incoronazione trionfale. Così è caduto nella trappola, che non si sarebbe mai aspettato, tesagli dal centrodestra.

Lo stravolgimento della Costituzione

Il Parlamento è il cuore della democrazia rappresentativa. Per questo è da anni bypassato e delegittimato: in questi giorni addirittura con il voto di fiducia “al buio” sulla legge di bilancio. Il tradimento dell’indicazione del referendum del 4 dicembre 2016 non potrebbe essere più netto.