Gli aspiranti stregoni che vogliono tutto

In Svezia tra il 1865 e il 1911 i cittadini avevano il diritto a un numero variabile di voti a seconda del censo. Oggi il generale Vannacci ipotizza di riconoscere ai genitori il diritto di votare anche per i figli minorenni. La nuova legge elettorale si muove in una direzione non così lontana, manomettendo il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi e ponendo ostacoli alla presentazione alle elezioni di forze non presenti in Parlamento.

C’è una priorità: contrastare il fascismo (di Meloni e di Vannacci)

Le parole d’ordine di Roberto Vannacci sottintendono messaggi razzisti e promesse illusorie ma possono risultare efficaci. E una sua alleanza con Meloni, tutt’altro che irrealistica nonostante gli attuali dinieghi, con conseguente successo elettorale, sarebbe devastante per lo stesso sistema costituzionale. Di qui la necessità della più ampia convergenza elettorale di tutte le forze che si oppongono alla destra.

Il generale, Ken e Barbie

Il caso Vannacci è un apologo delle contraddizioni della destra, che cerca di tenere insieme conservatorismo moralistico (icasticamente impersonato dal generale) e capitalismo iperindividualista (proprio di molti suoi critici alla Barbie). Se la sinistra si limiterà ad accodarsi a critiche di superficie, senza smascherare le due facce della destra, sarà ancora una volta un’occasione perduta.