“Medioccidente”: una possibile via di salvezza?

“Medioccidente”, ultimo libro di Giuseppe Lupo, è il tentativo di ricreare un angolo di civiltà disegnando dei confini evocativi del nostro presente. Quella a cui guarda Lupo è un’Europa che recuperi il suo senso più profondo nella convinzione che non tutto è perduto anche se qualcosa (molto) è andato storto. La necessità della memoria e il senso del sacro sono i compagni di viaggio dell’autore (e dei lettori).

«Francia o Spagna, purché se magna»: un elogio controcorrente

“Francia o Spagna, purché se magna” viene regolarmente citato come la prova che noi italiani siamo pronti a svendere la patria per un piatto di pasta. Ma è un giudizio profondamente sbagliato. Perché, a ben guardare, non è il motto dei vigliacchi, ma dei sopravvissuti. Non è l’alibi dei senza patria, ma la bussola di chi sa che la patria più vera è quella in cui si mangia insieme, in pace, senza bandiere che dividono.

È festa d’aprile

Ha senso, a oltre 70 anni dal 1945 e quando il pensiero dominante è lontanissimo dai valori della Resistenza, celebrare il 25 aprire come festa nazionale, con cerimonie, celebrazioni, gonfaloni e bande musicali? Sì, ha senso. Ma a condizione che si tratti, certo, di una festa, ma, ancor più, di un’occasione di mobilitazione e di lotta politica.

Ragioni di preoccupazione

Il virus sta facendo arretrare anche prospettive ormai acquisite almeno da una parte della società: la riduzione dei rifiuti, l’incentivazione del trasporto pubblico, una scuola fondata sulla socialità, la prudenza nella introduzione di nuove tecnologie, la non discriminazione per ragioni di età… Corriamo ai ripari prima che sia tardi!