USA. Le elezioni e la democrazia appesa a un filo

Ancora una volta i sondaggi sono stati smentiti e le elezioni presidenziali degli Stati Uniti si stanno giocando all’ultimo voto. Ciò avrà strascichi pesanti e, con ogni probabilità, chiamerà in causa una Corte Suprema già delegittimata dalle forzature di Trump. Qualunque sia l’esito, la democrazia (non solo americana) ne uscirà indebolita.

USA. Scenari di fantapolitica

Trump, in caduta libera nei sondaggi, dichiara di voler posticipare le elezioni presidenziali. Il rinvio è all’apparenza impossibile essendo rimesso al Congresso, a maggioranza democratica. Ma la situazione è più complessa. E si affaccia il rischio, evocato da Michael Moore, che sia abbandonata l’elezione con voto popolare del presidente.  

Tre crisi americane

La radicale mobilitazione scatenata dal brutale assassinio di George Floyd incrocia le altre due linee di crisi costituite dall’emergenza sanitaria Covid-19 e dalla conseguente emergenza economica, facendo centro sulla figura di Donald Trump, la cui pessima gestione della pandemia pone una forte ipoteca sulla rielezione. Molto dipenderà dai lavoratori bianchi e dal loro voto.

Stati Uniti: la resa dei conti

L’omicidio di George Floyd, ennesimo nero ucciso dalla polizia, ha innescato negli Stati Uniti una rivolta sociale violenta e diffusa i cui protagonisti sono i perdenti della società, ulteriormente impoveriti dalla pandemia di Covid-19. Questa volta, insieme, neri e bianchi. Se è la “resa dei conti” saranno i prossimi mesi a dirlo.

Primarie USA: non ci resta che Bernie

Il Supermartedì delle primarie USA ha riservato non poche sorprese. Non solo la riduzione, di fatto, a due dei candidati democratici e la resurrezione di un Joe Biden dato troppo presto per “morto”, ma anche l’apparente abbandono di Bernie Sanders da parte dei neri e dei latinos. Se così fosse sarebbe la fine di un sogno.