Un nuovo conflitto nel mar Rosso

Gli attacchi degli Houthi contro navi legate a Israele nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso hanno aperto un nuovo confitto. Nell’incertezza delle risposte legittimate dal diritto internazionale, l’Unione Europea si è orientata su azioni di difesa delle imbarcazioni in transito mentre Usa e Regno Unito hanno risposto bombardando postazioni militari terrestri in Yemen. Crescono così i rischi di escalation.

Usa: un anno di scioperi

Nel 2023 si sono registrati, negli USA, più di mille grandi scioperi e un raddoppio dei partecipanti. Dal cinema alla logistica e alla sanità, le lotte dei lavoratori hanno generato un ricambio dei vertici sindacali e aumentato la forza contrattuale. Questa nuova stagione è alimentata anche dal femminismo, posto che diverse associazioni sindacali sono costituite da donne. I risultati politici iniziano a emergere.

Come la morte sopravvive alla guerra

Secondo il Segretariato della Dichiarazione di Ginevra del 2008, il rapporto tra le morti indirette e quelle dirette è, nelle guerre contemporanee, di 4 a 1 (con picchi più elevati quando la popolazione interessata è povera). Un rapporto coordinato dall’antropologa Stephanie Savell quantifica in 3,6-3,7 milioni le morti indirette (soprattutto di donne e bambini) nei conflitti in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Siria e Yemen.

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.

Pacifismo e movimenti per la pace al tempo della guerra fredda

Dopo la seconda guerra mondiale la cultura pacifista riprende vigore e se ne ha un’eco nelle costituzioni e nei trattati internazionali. Nei decenni successivi, poi, le speranze si alternano con le delusioni e sono queste ultime a prevalere (dalla guerra fredda fino alle operazioni di polizia internazionale e alle guerre umanitarie). Ma i movimenti per la pace, per i disarmo e contro il nucleare restano vivi e presenti

La guerra in Ucraina, le responsabilità dell’Occidente

La politica e i media occidentali continuano a presentare la sciagurata avventura militare di Putin in Ucraina come la follia di un novello Hitler, deciso a soggiogare l’Europa. Non è così, come dimostra un recente saggio dello storico americano Benjamin Abelow. L’invasione dell’Ucraina, ingiustificabile e criminale come tutte le guerre, è stata la prevedibile risposta a 30 anni di provocazioni USA e NATO.