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Il carcere scoppia? C’è una risposta possibile e razionale: il numero chiuso

In Italia il carcere scoppia. Così cresce la violenza, non vengono tutelati i diritti più elementari e aumenta il tasso della recidiva. In mancanza di una radicale riforma del sistema penale c’è un solo modo per invertire la tendenza: prevedere il numero chiuso in carcere, come già avviene nelle università e negli ospedali. Non è una provocazione né un’idea bizzarra, ma un esercizio di sano realismo.

Voi, studenti, siete l’antidoto contro il fascismo

A Torino, per evitare contestazioni a una manifestazione del Fuan, la polizia ha fatto irruzione nell’Università entrando nelle aule e manganellando gli studenti. L’Università ha risposto con una affollatissima assemblea nella quale il prof. Amedeo Cottino ha sottolineato il ruolo degli studenti antifascisti come «antidoto contro i veleni del potere, le menzogne, l’erosione della cultura, il fascismo».

“Senza casa, senza futuro”: universitari e non solo

A oltre un mese dall’inizio della colorita protesta degli studenti contro il caro affitti il quadro è immutato. In Italia solo il 5% degli studenti universitari vive in uno studentato pubblico (contro una media europea del 18%) e i prezzi degli affitti sono sempre più alti. È lo specchio di un Paese in cui manca un piano casa strutturato, con politiche in grado di rispondere alle necessità delle persone e ai problemi dei centri storici.

Le bandiere della Stranieri oggi non sono a mezz’asta

All’Università per Stranieri di Siena oggi le bandiere non sono a mezz’asta, come pure vorrebbe il Governo. L’università non è una prefettura: è una comunità scientifica che costruisce un progetto di educazione, cioè di pieno sviluppo della persona umana e di formazione alla cittadinanza. Se si inchina nell’omaggio alla figura di Silvio Berlusconi perde ogni credibilità educativa, e morale. E, da rettore, nel mio piccolo, non mi adeguo.

Una scuola antifascista: il vostro dovere, il nostro impegno

Nelle nostre scuole e nelle nostre università le violenze fasciste si moltiplicano. Ma voi, presidente del Consiglio e ministri, preferite rimuoverle sistematicamente e non parlarne. È un problema che non volete e non sapete affrontare. Noi, per parte nostra, continueremo a mobilitarci contro la barbarie di ieri e di oggi. Ma – sappiatelo – sarebbe un vostro dovere.

Senza pensiero critico non c’è Università

L’Università per stranieri di Siena intitola 24 aule dell’ateneo ai 12 professori che rifiutarono il giuramento fascista nel 1931 e a 12 donne, intellettuali e antifasciste. Non è – dice il rettore – un semplice ricordo del passato ma una indicazione per il futuro: per dire a studentesse e studenti che l’antifascismo è la nostra bussola e che senza pensiero critico non c’è Università.