Agli Europei non far sapere, ovvero il “mondo libero” e la censura

Un regolamento del Consiglio dell’UE, adottato con carattere di temporaneità all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina e poi diventato permanente, mette fuori legge nel territorio dell’Unione le trasmissioni di “Russia Today” e di altre emittenti russe. La violazione del divieto è considerata un reato punito con pena detentiva. E’, all’evidenza, una censura che può rappresentare l’inizio della fine del “mondo libero”.

L’industria cinese avanza: cosa fare?

È in atto un grande aumento delle esportazioni di prodotti, soprattutto tecnologici, cinesi nel mondo. Ciò sovverte alcune regole economiche tradizionalmente date per scontate, ma soprattutto mette in difficoltà il settore industriale dei paesi asiatici ricchi (Giappone, Corea del Sud, Taiwan) e minaccia di scatenare una guerra commerciale tra la Cina e l’Unione Europea (che pure quest’ultima non può permettersi).

Il Parlamento Europeo uccide il diritto di asilo

Il 10 febbraio il Parlamento Europeo ha votato due proposte normative che dilatano la nozione di Paese terzo sicuro a cui è possibile delegare l’esame di una domanda di asilo presentata alla frontiera o nel territorio di uno Stato dell’Unione nonché un elenco di Paesi considerati sicuri. È la scelta più estremista fatta in Europa sul diritto d’asilo che, pur formalmente conservato tra i diritti fondamentali, viene in concreto scardinato.

Dossier statistico immigrazione 2025

Il Dossier Statistico Immigrazione, giunto alla 35ª edizione, offre un’analisi socio-statistica aggiornata e completa dell’immigrazione in Italia, nel quadro europeo e globale, che consente di confutare le false percezioni e le rappresentazioni distorte del fenomeno, per favorire atteggiamenti meno ideologici, prassi più aperte e politiche più lungimiranti e rispettose dei diritti umani e del diritto internazionale.

Metti una domenica d’agosto al TG3: il TAV costa troppo ed è di là da venire…

La notizia è del TG3 piemontese delle 14.00 di domenica 3 agosto: i costi della Torino-Lione hanno raggiunto i 25 miliardi; l’UE ha deliberato un contributo di soli 700 milioni; dunque o se ne faranno carico Italia e Francia, con un esborso di due volte il ponte sullo Stretto, o la messa in esercizio nel 2033 sarà impossibile. Se lo dice addirittura la Rai…

Dazi reciproci?

L’intesa siglata tra USA e UE (ma “siglata” davvero?), che introduce dazi del 15% sui beni europei esportati Oltreoceano (e fino al 50% su acciaio e alluminio), non racconta uno scambio tra pari. Racconta, piuttosto, la conferma di un assetto gerarchico che struttura da decenni i rapporti transatlantici: gli Stati Uniti impongono, Bruxelles obbedisce. Con l’Italia prima della classe, ovviamente in condotta.