Per continuare a riflettere sulla Shoah

Il sentimento della pietà sembra essere stato rimosso dalla nostra società. Soccorrono le testimonianze raccolte in due antologie di Giovanni Tesio dedicate alla Shoah. Come ha scritto Primo Levi, «Auschwitz è il frutto di una civiltà in cui noi siamo inseriti, anche se il nazismo era un ramo degenere di questa civiltà» e oggi le ruote spanate della politica e della storia si sono rimesse a girare al contrario.

Contro ogni nazionalismo

Il nazionalismo, con la complicità della guerra, sta uccidendo l’umano. Ebbene, in queste ore, in cui torna a risuonare nei discorsi di politici e giornalisti un terribile amore per la guerra è vitale trovare la forza per prendere le distanze dalla propaganda, e per criticare innanzitutto la nostra parte e la nostra patria. In un momento in cui tutta l’umanità è in pericolo, l’unica identità che conta è quella umana.

Il Natale e la speranza: attendersi l’inatteso  

La lieta novella del Natale è che siamo nati: che siamo qua, che possiamo agire contro «la naturale rovina» del mondo. Una pausa nell’amarezza per quel che facciamo al pianeta e al genere umano. Un conflitto aperto contro tutta l’ingiustizia che sfigura la bellezza del mondo e dell’umanità. Un’occasione per tornare ad assumere lo sguardo dei bambini: candido e concretissimo insieme.

A sinistra, feconda passione

Essere a sinistra non è, principalmente, una questione di collocazione sociale, di classe, di reddito, di cultura. È, piuttosto, la tensione morale e politica verso la realizzazione del «pieno sviluppo della persona umana». È un’idea sempre davanti al cammino umano. È essere insoddisfatti ma non rassegnati, fiduciosi e mai scettici.

Le parole e il bene comune

Questa terrificante pandemia rimette al centro della scena la battaglia politica più importante: quella a favore del bene comune. Non deve trattarsi, però, di parole di maniera, di “buoni sentimenti”. Quel che occorre è un confronto duro e aspro contro le sopraffazioni tuttora largamente prevalenti nei diversi snodi del potere.

Migranti in treno senza biglietto

Qualche settimana fa ha fatto discutere il video di una capotreno che faceva scendere un gruppo di migranti perché senza biglietto. Certo, non si sale sul treno senza biglietto, tuttavia si può espletare il proprio dovere senza cadere nella barbarie, facendo prevalere l’umanità e magari essendo un po’ elastici.