L’inferno delle carceri di sterminio turche

La repressione del popolo curdo da parte della Turchia comprende anche l’annientamento fisico (diretto o indiretto). Negli ultimi 10 giorni sono cinque i prigionieri politici curdi morti in carcere in circostanze sospette: Vedat Çem Erkmen, Ilyas Demir, Garibe Gezer, Abdülrezzak Şuyur e Halil Güneş. Il commento di fonti del Governo è lapidario: «sono terroristi in meno da nutrire in carcere».

Lesbo

I dannati di Lesbo

La Grecia diventa progetto pilota del nuovo corso dell’Europa, quello dell’invisibilità. Se le persone migranti non si vedono, non esistono. Rendendo migliaia di persone invisibili rendono noi, cittadini europei, ciechi: «ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono». Questo fa oggi l’Europa, agli altri e a noi.

Delitti di Stato e crimini di guerra

La conclusione dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, che ha indicato precise responsabilità del Governo egiziano, e l’apertura della 26ª Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione sulle armi chimiche, pur tra loro diverse, richiamano entrambe la Comunità internazionale ad agire concretamente contro i delitti di Stato e i crimini di guerra.

Lukašėnka, Erdogan e l’Europa

La crisi umanitaria ai confini di Bielorussia e Polonia ripropone il problema delle deleghe al controllo dei flussi migratori conferite dall’UE a diversi regimi autoritari. È sempre più evidente il fiato corto, oltre che il disvalore etico, di posizioni come quella secondo cui «Erdogan è un dittatore di cui abbiamo bisogno». Perché è un attimo cambiare quel nome con Lukašėnka.

Clima e nucleare: le contraddizioni della Turchia

La Turchia era l’unico paese del G20 a non aver firmato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015. Il 6 ottobre questo vuoto è stato riempito. Ma la stessa sera sono stati approvati due disegni di legge che definiscono i rifiuti nucleari come prodotti che possono essere rigenerati e utilizzati, con il rischio di trasformare la Turchia in una discarica nucleare.

Fermare il genocidio di Kurdi e Yazidi!

Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sul dramma dell’Afghanistan continua in Iraq in genocidio di Kurdi e Yazidi. La città di Shengal, già devastata dall’Isis, è ora sotto i bombardamenti turchi. Un appello diretto al Governo e al Parlamento sollecita una presa di posizione e comportamenti coerenti dell’Italia. Prima che sia troppo tardi.

Biden e la strumentalità dei diritti umani

Concludendo una settimana di incontri europei il presidente Biden, contrapponendosi a Russia e Cina, si è esibito in una celebrazione dei diritti umani e dello Stato di diritto. Parole condivisibili, ma accompagnate da silenzi e omissioni che mostrano come ad essere in gioco non è la causa della libertà ma quella della supremazia.

Il genocidio armeno e il neo-imperialismo turco

Il riconoscimento del genocidio degli armeni, per sinistra ironia, avviene proprio mentre una nuova pulizia etnica colpisce gli armeni del Nagorno Karabakh nel silenzio della “comunità internazionale”, e mentre la Repubblica di Turchia è impegnata in un espansionismo di tipo neo-imperiale che prosegue una lunga tradizione di repressione del dissenso e di sterminio delle minoranze.