La repressione dei magistrati in Turchia

Lo Stato di diritto in Turchia non esiste più. Ne è stata cancellata anche l’apparenza con la rimozione e la repressione generalizzata dei magistrati ritenuti troppo indipendenti. Lo documentano le drammatiche testimonianze raccolte in un dossier di Magistrats européens pour la démocratie et les libertés.

Turchia. Morire in cella per rompere l’isolamento

Negli ultimi due anni il regime turco di Erdogan ha incarcerato oltre 10mila curdi e sostenitori dell’HDP. Dal novembre 2018 è stato lanciato uno sciopero della fame che si è esteso a oltre 7mila persone, dentro e fuori le carceri. Negli ultimi mesi sono stati cinque i morti a seguito dello sciopero e otto detenuti si sono tolti la vita come estremo gesto di protesta.

Dalle carceri turche … resistenza a oltranza

Dopo 63 giorni di sciopero della fame, si aggravano le condizioni di salute di Leyla Güven, parlamentare dell’HDP in carcere in Turchia, che dichiara di essere pronta ad andare fino in fondo, cioè alla morte, se non verrà accolta la sua richiesta: la fine dell’isolamento totale in cui è sepolto Abdullah Öcalan e, con lui, le speranze in una soluzione al conflitto in Kurdistan.

I curdi traditi da Trump e dall’Occidente

La decisione di Trump di privatizzare la guerra in Siria (ritirando le truppe regolari e sostituendole con “contractors”) lascia mano libera alla Turchia nella politica di annientamento dei curdi siriani, in particolare nel Rojava. È una storia che si ripete e che coinvolge l’intero Occidente.

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Il genocidio annunciato del popolo kurdo

Il Tribunale permanente dei popoli, affermando la responsabilità del Governo turco per crimini di guerra e violazioni dei diritti fondamentali della popolazione kurda, rompe il silenzio istituzionale sulle politiche di uno Stato che svolge un ruolo chiave nella regione e in Europa, grazie all’impunità garantitagli dalla comunità internazionale.