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Guerra: non c’è tregua né umanità

Durante la prima guerra mondiale, la notte di Natale del 1914, soldati britannici, tedeschi e francesi uscirono dalle trincee, imposero una tregua di fatto e fraternizzarono con il nemico. Fu un lume della ragione che rimane ancora acceso, passando di generazione in generazione, contro l’oscurantismo della guerra. Ma i governanti di oggi, come quelli di allora, non vogliono coglierlo. La guerra deve continuare, comunque!

Una tregua: almeno a Natale

L’annuncio del Natale può inceppare anche le macchine belliche più poderose. È accaduto nella storia, può accadere ancora. Un cessate il fuoco temporaneo può persuadere i contendenti a metter in atto ulteriori riduzioni delle ostilità, in modo da alleviare le inaudite sofferenze dei civili vittime incolpevoli di un conflitto fratricida. Questo chiede un appello di ex diplomatici e di varie personalità.

La pace era solo una tregua

Le immagini, terribili, della guerra in Ucraina ci fanno toccar con mano che la pace è stata, per noi, solo una (seppur lunga) tregua. Pensavamo che fosse un dato ontologico che niente e nessuno ci avrebbe mai portato via. E invece questo nostro tempo sembra essere quello in cui le tempeste si moltiplicano e si intensificano in vista di una più che temibile tempesta perfetta.