Stefano Valenti, Come farfalla a luglio (Gramma Feltrinelli, 2026)

Un romanzo-cronaca che, 25 anni dopo il G8 di Genova, intreccia testimonianze, interviste e documenti raccolti nel libro bianco del Genoa Social Forum. Il protagonista è Francesco, torturato a Bolzaneto e suicida 10 anni dopo. Un libro che parte dalla brutalità di quei fatti ma non si ferma alla violenza fisica e segue il modo in cui quell’esperienza ha segnato la vita dei sopravvissuti, ben oltre quei giorni di luglio.

Ben Gvir, l’odio e la morte eretti a sistema

Difficile trovare un uguale al gusto di mortificare, torturare, uccidere esibito dal Ministro per la sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir (un gusto evidentemente condiviso da un Governo che ha tollerato i brindisi per la pena di morte ai palestinesi, la trasformazione delle esecuzioni in spettacoli, la richiesta di eliminare 30-40 gazawi per notte). Al fondo di questa deriva non c’è che Auschwitz e chi lo amministrava.

La Flotilla ha vinto: nonostante tutto

Le imprese della Global Sumud Flotilla sono state uno dei fatti maggiormente innovativi degli ultimi anni e lasciano una lezione suscettibile di sviluppi importanti. In esse hanno contato l’entusiasmo, la fantasia, l’assenza di interessi individuali, l’universalismo, la radicalità e l’approccio rigorosamente non violento. Ma anche il coraggio e la disponibilità a sacrificare qualcosa di sé, che sono il vero motore di ogni possibile cambiamento.

Dimenticare Genova?

Filippo Ferri, condannato a 3 anni e 8 mesi nel processo scaturito dalle torture e dai falsi di polizia alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001, è il nuovo questore di Monza. Torture e falsi sono stati rimossi. È una scelta di campo, un atto che definisce un certo modo di intendere i rapporti fra istituzioni e apparati di sicurezza da una parte, semplici cittadini e attivisti dall’altra. Il dopo Genova G8 è stato ed è, per certi versi, peggiore di Genova G8 in sé.

Gli anni di piombo e le torture rimosse

Verona-Padova, dicembre 1981-gennaio 1982. Durante e dopo il sequestro del generale Dozier da parte delle BR, alcuni dei rapitori vengono ripetutamente torturati. Lo accerterà, tra mille ostacoli, un processo e lo ammetteranno, anni dopo, alcuni protagonisti. Ma presto è intervenuta la rimozione, con grave danno per la verità e per una completa ricostruzione degli anni di piombo e dei loro effetti sulla vita del Paese.

​Migranti. Le urla di Abdul, torturato in quel lager chiamato Libia

Un video: un ragazzo tigrino viene torturato lungamente, in una luce pallida, malata, gialliccia da mani senza volto con scariche elettriche al collo, al petto, dappertutto. Vogliono soldi dalla sua famiglia, per liberarlo o forse solo per non torturarlo più. Conosco, mio malgrado, quei luoghi, le prigioni per i migranti, gli uomini feroci a cui noi, che diciamo di odiare l’ingiustizia, li abbiamo consegnati da anni.

La sua colpa? Era curda e libera

Mahsa Amini aveva 22 anni ed è morta a Teheran per le percosse e torture ricevute. In realtà il suo nome era Jina, ma una giovane curda come lei non aveva diritto all’identità. Era stata arrestata per avere portato il velo in modo “scorretto”. Oggi, per lei e per la libertà del suo popolo, proteste e scioperi percorrono l’Iran e la repressione ha già provocato alcuni morti.

Migranti. Organizzare una cospirazione del bene

Firenze. Due incontri in contemporanea sui migranti: uno con Minniti, l’altro con le vittime del suo memorandum. E viene fuori la proposta, di radicale ingenuità, di organizzare una “cospirazione del bene”. Ci si mette sulle frontiere, si attraversano, si fanno ponti. Si aiutano le persone che soffrono nei lager a fuggire e poi gli si va incontro e si portano via. Una sorta di politicizzazione dell’etica.