“Suspiria”. In Germania va in scena la favola del male

Torna nelle sale, in versione restaurata, “Suspiria”, il film del 1977 che vide il passaggio di Dario Argento dal thriller all’horror. Poco compreso all’atto della sua uscita, il film è pieno di dissonanze e di apparenti incongruenze che rimandano al nazismo e all’attualità e hanno sullo sfondo una domanda: davvero il male può essere considerato semplicemente un disvalore morale?

Franck Thilliez, Labirinti (Fazi, 2023)

“Labirinti”, ultimo libro del francese Thilliez è un thriller avvincente. Una perfetta costruzione a scatole cinesi, una struttura ad incastro con enigmi nascosti, indizi tra le righe, sciarade, anagrammi e citazioni mai banali. Una intricata rivisitazione del genere giallo, operazione diabolica e originale nell’ormai saturo panorama poliziesco.

Madre

Madre, miglior film del regista coreano Bong Joon-ho, veicola, sotto le sembianze di un thriller, il ritratto psicologico di una donna devastata e coriacea, pronta a tutto per difendere dall’accusa di omicidio il figlio, unica sua ragione di vita. Film di straordinaria intensità anche per la grande prova della protagonista Kim Hye-ya.

«I care a lot»

Aldilà di qualche ridondanza un po’ didascalica, I care a lot è una riuscita satira in salsa thriller, inquietante e beffarda, del mito dell’intraprendenza americana priva di ogni bussola etica e morale. Come la protagonista, tutrice all’apparenza amorosa di anziani non autosufficienti in realtà sfruttati con calcolato cinismo.