Antisemitismo e critica di Israele: di cosa parliamo?

Sul termine antisemitismo si giocano partite rischiose. Il meccanismo che si sta attivando è simile a quello che riguarda l’abuso della parola terrorismo, impiegata per squalificare qualsiasi forma di opposizione all’ordine dominante. Allo stesso tempo i richiami a un antisemitismo da polemica televisiva depotenziano l’opposizione all’antisemitismo sempre più aggressivo di gruppi fascisti e nazisti.

Gli anni di piombo e le torture rimosse

Verona-Padova, dicembre 1981-gennaio 1982. Durante e dopo il sequestro del generale Dozier da parte delle BR, alcuni dei rapitori vengono ripetutamente torturati. Lo accerterà, tra mille ostacoli, un processo e lo ammetteranno, anni dopo, alcuni protagonisti. Ma presto è intervenuta la rimozione, con grave danno per la verità e per una completa ricostruzione degli anni di piombo e dei loro effetti sulla vita del Paese.

I migranti: sempre cittadini di serie B

Se il cittadino per nascita commette un reato ciò non incide, di regola, sul suo status. Ma se il reato ha matrice terroristica e a commetterlo è un cittadino originariamente straniero la cittadinanza gli viene revocata. Il periodo per farlo viene portato, con il disegno di legge-sicurezza, a 10 anni dalla condanna definitiva. Con ulteriore violazione del principio di uguaglianza e del carattere universale della cittadinanza.

Palestina: il sonno del diritto genera mostri

Il diritto internazionale non basta a risolvere le controversie tra i popoli. Ma la sua violazione le alimenta e le aggrava. Da decenni Israele, con la copertura della Comunità internazionale, ignora le risoluzioni dell’Onu che le impongono il ritiro dai territori palestinesi occupati. Ciò ha generato una spirale di violenza efferata e distruttiva da entrambe le parti e si è ritorto contro lo stesso Israele.

La Palestina tra empietà e disperazione: restare umani

Ci sono, nella tragedia della Palestina, due evidenze: l’empietà dell’azione rivendicata da Hamas e la disperazione di un popolo oppresso, colpevolmente ignorata dalla comunità internazionale. Dire che alla radice dell’empietà c’è la disperazione degli oppressi vuol dire rendere i fatti alla loro complessità, senza il determinismo della causalità né il riduzionismo del fatto a un semplice fermo immagine.

Palestina: guerra o terrorismo?

L’efferato attacco di Hamas in territorio israeliano è, per le sue modalità e i suoi destinatari indifferenziati, un atto terroristico. L’apartheid e le violenze di Israele, che pure ne sono all’origine, non ne cambiano la natura. Ma a un atto terroristico si risponde con il diritto, identificando e perseguendo i responsabili, e non con missili e bombardamenti, che provocano morte e terrore tra le popolazioni civili.

Italia, anni’70: il terrorismo e la tortura

Roma, maggio 1977. Sono passati 9 giorni dall’uccisione di Aldo Moro e viene fermato “il tipografo delle Br”. L’uomo inizia a collaborare, ma poi si ferma e riferisce ai giudici di avere parlato solo perché sottoposto a tortura. Ne segue una condanna per calunnia. Ma più di 30 anni dopo una sentenza accerta che era tutto vero e svela gli abusi di uomini della polizia diretti da un funzionario soprannominato dottor De Tormentis.

Turchia. Un genocidio all’ombra della Nato

Mentre si schierano in armi in difesa dell’Ucraina, invasa dalla Russia, l’Occidente e l’Europa sono complici attivi del genocidio del popolo kurdo da parte del regime turco (realizzato anche attraverso l’occupazione di parti di Stati sovrani come l’Irak e la Siria). Ma la Turchia fa parte della Nato e la geopolitica interessa più dei diritti e delle libertà dei popoli.