L’Intelligenza Artificiale come bene comune: un’esperienza

Il dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale è drammaticamente polarizzato tra un tecno-ottimismo acritico e un catastrofismo tecnologico che evoca scenari di obsolescenza umana, disoccupazione di massa e sottomissione alle macchine. C’è una terza via: promuovere un modello di “innovazione dal basso” con l’ambizione di trasformare la tecnologia da strumento di potere in un bene comune. Bisogna provarci.

Tra “Quaderni Rossi” e Intelligenza Artificiale

Dagli anni ‘60 del secolo scorso a oggi la situazione è profondamente mutata ed è evidente l’incomparabilità dell’innovazione tecnologica di allora e dell’intelligenza artificiale. Ma un punto resta fermo. La tecnologia non è mai oggettiva o “neutra”. Qualunque essa sia, se si sviluppa per un uso capitalistico in un contesto di squilibrio di potere, essa contribuirà ad accrescere quello squilibrio, non certo a ridurlo.

Terra e cielo devastati. Non possiamo restare inerti

Il clima è praticamente scomparso dalle agende dei Governi, dei media, delle istituzioni internazionali e, in gran parte, anche delle nostre comunità di lotta. Eppure il grido della Terra offesa dalle guerre e dallo sviluppo economico e tecnologico è, con l’insostenibilità delle condizioni degli umili, degli sfruttati e degli oppressi, la priorità del nostro tempo. Dovremmo averlo presente anche nelle nostre scelte quotidiane.

La fisica, l’economia e i comportamenti umani

Il metodo scientifico evidenzia l’impossibilità dell’economia della crescita competitiva, ma nello stesso tempo le tecnologie, ognuna concentrata su un campo molto specifico e limitato, si sviluppano fornendo gli strumenti per procedere al galoppo verso l’insostenibilità e verso un collasso globale. Insomma: il dr. Jekyll è uno scienziato, ma le decisioni continua a prenderle mister Hyde. E la politica da che parte sta?

Elegia per una lavatrice, o ditirambo slow

La sostituzione di una lavatrice fa capire della nostra società più che la lettura del miglior saggio di economia o antropologia. Le macchine hanno tanta elettronica, che raccoglie dati e aggiunge funzioni di cui nessuno ha bisogno, aumentando i costi e rendendo la macchina fragile. Qualcosa è andato storto fra il neolitico e l’intelligenza artificiale. E, dunque, bisogna riprogettare tutto, a partire dal basso.

Trenta domande sull’auto elettrica

L’auto elettrica non è oggi per tutti, ma è una prospettiva concreta e realistica. Che pone dubbi e interrogativi. Ad essi è dedicato il dossier “30 domande sull’auto elettrica. Tutte le risposte (e i falsi miti) sulla nuova mobilità” curato da Alleanza Clima Lavoro. Una lettura semplice ma ricca di riferimenti articolata in tre sezioni: domande pratiche, domande sulla tecnologia e domande sull’industria.

Memoranda/ L’altra faccia della luna

L’improvvisa digitalizzazione della cultura prodotta dal virus si accompagna a una sorta di “crisi della presenza” e alla perdita della dimensione sociale: prendere parte agli eventi culturali “in presenza” permette infatti di condividere un’esperienza collettiva da cui derivano lo scambio di idee e opinioni, la solidificazione di relazioni interpersonali, perfino amicizie e relazioni sentimentali.