Un’inchiesta senza fine: l’omicidio Palme 34 anni dopo

Olof Palme, il premier svedese ucciso nel 1986, è stato autentico interprete di una politica di solidarietà internazionale, amato a sinistra e odiato a destra. Ciò ha moltiplicato le richieste di verità sulla sua morte. Ma il 10 giugno scorso anche l’ultima Commissione d’inchiesta ha lasciato il caso irrisolto, limitandosi a generici sospetti.

La Svezia e i media al tempo della pandemia

L’informazione sul contrasto del Coronavirus in Svezia ha continuato ad essere deficitaria. È così sfuggito che i problemi emersi al riguardo sono riconducibili non alla scelta di affidarsi alla persuasione anziché ai divieti, ma a gravi lacune nella strategia di prevenzione soprattutto con riferimento alla popolazione anziana.

Il 1° maggio in Svezia: una nuova guerra delle rose?

Per la prima volta nella storia, il movimento operaio svedese ha cancellato la festa del 1° maggio. E, insieme, è esploso il conflitto che da tempo oppone il sindacato operaio, LO, al partito socialdemocratico al governo. L’appello del sindacato alla lotta, in nome di una società egualitaria, sarà, a emergenza finita, un fronte aperto.

Il Coronavirus, la democrazia svedese e la disinformazione

Ovviamente tutto può cambiare da un giorno all’altro, ma ad oggi l’approccio svedese al Coronavirus è invariato, salvo pochi limitati correttivi. Anche perché per gli svedesi è impensabile che lo Stato vieti di uscire o di svolgere attività fisica all’aperto. Diverso sarebbe se a chiederlo fossero gli esperti, ma, al momento, così non è.

Il “modello svedese” alla prova del coronavirus

Di fronte all’epidemia il Governo svedese ha introdotto poche restrizioni, affidandosi nel resto alla responsabilità individuale, forte del fatto che nella cultura del Paese le “raccomandazioni” istituzionali hanno un forte seguito. Al momento ciò ha il consenso della gran parte della popolazione e ha aumentato la fiducia nel Governo.

Dove sta andando la Svezia?

In Svezia è avvenuto ciò che si temeva: la destra estrema di SD – l’equivalente della Lega di Salvini – dopo il rilevante successo elettorale è diventata l’ago della bilancia tra rosso-verdi (avanti di un seggio) e centro-destra. Per i social-democratici, puniti per le rinunciatarie politiche sociali, la necessità di un drastico cambiamento.