L’eclissi del neutralismo nordico: la Finlandia, la Svezia e la NATO

L’avvicinamento alla NATO della Svezia e della Finlandia, da lungo tempo neutrali, è un fatto di grande rilievo sulla scena geopolitica. Non solo per i suoi effetti di ulteriore instabilità della regione, ma anche per il conseguente assottigliarsi dell’area della neutralità e del suo stesso concetto, in un momento in cui la ripresa del conflitto tra le grandi potenze la rende particolarmente necessaria.

Il Partito della sinistra svedese: ambizioni di governo e movimenti sociali. Intervista a Kjell Östberg

Il recente congresso del Partito della sinistra svedese ha avuto profili interessanti. In particolare esso ha segnato il contenimento del progetto del gruppo dirigente di andare al governo ad ogni costo e l’inserimento nel programma di temi identitari e divisivi come l’effettivo impegno contro i cambiamenti climatici, il diritto di asilo e altri temi cari ai movimenti.

Sinistra e socialdemocrazia in Svezia. Intervista ad Ali Esbati

In Svezia la socialdemocrazia è in crisi. Da tempo. Eppure il suo modello di welfare costituisce per molti versi un esempio riuscito di pianificazione sociale sotto il capitalismo. La sinistra politica deve partire da questa constatazione: non per realizzare una collaborazione subalterna ma per ottenere, nell’attività di governo, il rispetto di alcuni punti fermi irrinunciabili.

Le contraddizioni dell’approccio svedese al Covid

In Svezia è in corso in questi giorni, con la crescita del contagio, una revisione dell’approccio finora seguito, fondato sulla moral suasion. Vengono, infatti, introdotte, seppur in un modo confuso, norme restrittive e gli organi politici tendono ad appropriarsi di poteri tradizionalmente attribuiti a organismi sanitari non elettivi.

Un’inchiesta senza fine: l’omicidio Palme 34 anni dopo

Olof Palme, il premier svedese ucciso nel 1986, è stato autentico interprete di una politica di solidarietà internazionale, amato a sinistra e odiato a destra. Ciò ha moltiplicato le richieste di verità sulla sua morte. Ma il 10 giugno scorso anche l’ultima Commissione d’inchiesta ha lasciato il caso irrisolto, limitandosi a generici sospetti.

La Svezia e i media al tempo della pandemia

L’informazione sul contrasto del Coronavirus in Svezia ha continuato ad essere deficitaria. È così sfuggito che i problemi emersi al riguardo sono riconducibili non alla scelta di affidarsi alla persuasione anziché ai divieti, ma a gravi lacune nella strategia di prevenzione soprattutto con riferimento alla popolazione anziana.

Il 1° maggio in Svezia: una nuova guerra delle rose?

Per la prima volta nella storia, il movimento operaio svedese ha cancellato la festa del 1° maggio. E, insieme, è esploso il conflitto che da tempo oppone il sindacato operaio, LO, al partito socialdemocratico al governo. L’appello del sindacato alla lotta, in nome di una società egualitaria, sarà, a emergenza finita, un fronte aperto.

Il Coronavirus, la democrazia svedese e la disinformazione

Ovviamente tutto può cambiare da un giorno all’altro, ma ad oggi l’approccio svedese al Coronavirus è invariato, salvo pochi limitati correttivi. Anche perché per gli svedesi è impensabile che lo Stato vieti di uscire o di svolgere attività fisica all’aperto. Diverso sarebbe se a chiederlo fossero gli esperti, ma, al momento, così non è.