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Fare memoria

Cosa significa fare memoria in modo propositivo e non semplicemente declamatorio? Significa trasmettere un sistema di valori, di idee, di modi di agire in grado di orientare nelle scelte e di guidare a riconoscere e denunciare i carnefici e gli indifferenti nel mondo. A ciò sono funzionali esperienze di comunità che mettano in dialogo realtà e persone che provano a farlo, ogni giorno, opponendosi alla barbarie.

Razzismo: il ministro Lollobrigida ci ricasca

Il ministro Lollobrigida ci ricasca anche se tenta, goffamente, di occultare la propria ideologia xenofoba sostituendo il termine “razza” con “etnia”. Quel che il ministro non coglie è che – come la storia insegna – si è italiani non per via di sangue, etnia, fede o lingua, ma solo per via di cultura, ricerca, patrimonio storico e artistico: cioè per via di inclusione, evoluzione continua, contraddizione, pluralità.

Il Parlamento europeo riscrive la storia

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione nella quale si riconosce l’Holodomor (cioè la la terribile carestia che colpì l’Ucraina nel 1932-33) come un genocidio e un atto pianificato dall’Unione Sovietica per «sopprimere il popolo ucraino e la sua identità». La tesi, contestata da storici autorevoli, smentisce una precedente risoluzione dello stesso Parlamento e riscrive la storia a beneficio di contingenti obiettivi politici.

Lettera aperta al Ministro del de-merito

Signor ministro, la Sua lettera agli studenti per il “giorno della libertà” è indice di una grave e preoccupante incultura istituzionale e viola la natura e la finalità della scuola pubblica. Non spetta a un ministro, ma agli storici, fornire conclusioni storiche. E ancor meno gli spetta fornire interpretazioni di parte, viziate da un punto di vista particolare. Perché la scuola pubblica è la scuola di tutti.

“Esterno notte”: l’onorevole Moro e la memoria

La morte di Aldo Moro è, in Italia, “la storia” per eccellenza, che riassume in sé molteplici riferimenti e significati. Bellocchio li ripercorre in un film in cui spiccano i sentimenti, le angosce, il disagio delle persone che li hanno vissuti: non con una ricostruzione storica ma con i mezzi artistici di chi fa memoria, e dà spazio alle emozioni dei contemporanei, suggerendo tra gli altri i tratti della pietà.

Le foibe, il fascismo e i politici che scrivono la storia (senza conoscerla)

Carlo Giovanardi, già ministro del secondo Governo Berlusconi, zittisce gli storici che vorrebbero «attenuare le responsabilità dei comunisti» nella vicenda delle foibe. Lo fa citando un documento definito “inedito”. Peccato che confonda i documenti e i fatti. A dimostrazione che la storia, invece di strumentalizzarla, bisognerebbe studiarla.