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“Una spiegazione per tutto” e l’Ungheria di Orbàn

“Una spiegazione per tutto” del regista ungherese Gábor Reisz è stato presentato, in modo improprio, come una riflessione politica sull’Ungheria di oggi. Molto meglio, per apprezzare le qualità del film, è considerarlo una riflessione generale sulla ricostruzione e la reinvenzione dei fatti (nel caso la verosimile bocciatura di uno studente) da parte di un giornalismo aggressivo e spregiudicato.

Il “terribile diritto”, i magistrati, l’informazione

È vero, come dicono alcuni, che il recente decreto legislativo sulla presunzione di innocenza, disciplinando in modo restrittivo i rapporti dei magistrati con la stampa, impedirà un controllo diffuso sui poteri forti? No, a ben guardare, perché l’informazione non può dipendere dalle veline delle Procure che, anzi, devono essere anch’esse soggette al controllo della stampa.

L’epidemia, la stampa e il giornalismo sportivo

I mesi del coronavirus hanno inferto un’ulteriore mazzata al sistema dell’informazione: dalle vendite dei quotidiani alla credibilità di sistema. È in questo contesto che sono maturati gli “esuberi” di RCS e la virata a destra di “Repubblica”. Ma sono le testate sportive e i loro giornalisti a scrivere ogni giorno pagine sempre più surreali.

Il golpe di Bolsonaro è in corso?

In Brasile continua il logoramento quotidiano della democrazia da parte di Bolsonaro e del suo Governo. Il presidente, sempre più in difficoltà per la mancanza di risultati economici, attacca il Parlamento, i governatori, la stampa, il Tribunale Supremo e militarizza il Paese.

Torino – Il futuro non è TAV

Finalmente si può tornare a respirare a Torino. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre ha ristabilito la natura di un confronto tra la vecchia Torino, delle madamine e degli imprenditori questuanti, e un movimento che rappresenta il futuro e non cede alla logica delle falsificazioni e della post-verità.