Per un welfare sanitario di cittadinanza

La subordinazione della sanità alla sua sostenibilità economica ha fatto sì che la salute non è più un diritto accessibile a tutti. Sanità e salute, infatti, sono concetti distinti, ma con evidenti interconnessioni e non si può garantire un benessere completo se non si organizza un sistema sanitario adeguato a tutela di tutti i cittadini a partire dai più “disuguali” (gli adolescenti, i vecchi, gli stranieri).

Povertà economica e povertà sanitaria

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta.

I nodi irrisolti della proposta di legge della CGIL sulla sanità

La proposta di legge di iniziativa popolare di Cgil e associazioni della società civile per il rilancio del SSN ha ottime intenzioni ma altrettante carenze. Nell’attuale contesto essa non avrà seguiti parlamentari ma servirà come strumento di pressione. Se così è, peraltro, ci vuole maggior coraggio e una più esplicita contestazione dei vincoli di bilancio, della logica delle rendite e dell’autonomia differenziata.

Una proposta di legge per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale

Il Servizio Sanitario Nazionale è stato per anni un fiore all’occhiello del nostro sistema. Oggi sta diventando “residuale”. Per arginare questa deriva la Cgil e alcune associazioni della società civile hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare su cui è in corso la raccolta delle firme. Non una riforma organica ma un ventaglio di interventi per rilanciare la sanità pubblica e per alimentare il confronto al riguardo.

Il Servizio sanitario non c’è più: è possibile ripristinarlo?

Il SSN è stato smantellato. Per ragioni che non hanno nulla a che fare con la tutela della nostra salute. Sono state di fatto ripristinate le “mutue” e il sistema, da pubblico, è diventato misto. Riportare la sanità all’universalismo è possibile. Ma è inutile farsi illusioni. Non bastano né rappezzi né una “riforma organica” del settore; ci vuole un programma complessivo di governo, alternativo a quelli degli ultimi 30 anni.

Il Governo riorganizza la sanità: di male in peggio

Il disegno di legge delega per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera approvato dal Governo è, a dir poco, deludente. Per la sua genericità, che demanda all’esecutivo scelte fondamentali. Ma anche per la mancata previsione di risorse aggiuntive, per il ricorso a modelli organizzativi obsoleti e per la totale assenza del settore della prevenzione. Solo un’ampia mobilitazione può modificare il progetto.