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La Spagna dopo il pareggio elettorale

La Spagna è un’eccezione in Europa e il Governo Sanchez ha adottato misure in controtendenza con il liberismo imperante. Ma il pareggio elettorale mostra che la gestione dell’ordinario non basta. E mentre la destra, pur ridimensionata, ha un armamentario riconoscibile di risposte alle inquietudini sociali, la sinistra non riesce a produrre un immaginario forte, un’alternativa radicale all’altezza delle aspettative.

Elezioni in Spagna: no pasarán, per ora, poi si vedrà

È successo ciò che nessuno si aspettava: la destra non ha vinto. O la sinistra non ha perso. Determinante è stato l’atteggiamento arrogante della destra, sicura di conquistare il potere, che ha suscitato la reazione degli elettori di sinistra. Decisivo è stato inoltre il voto di baschi e catalani. Ma la Spagna rimane un paese polarizzato, dal baricentro fortemente spostato a destra.

In Spagna si chiude un ciclo: e ora?

La vittoria delle destre nelle amministrative spagnole chiude un ciclo politico, pur ricco di cambiamenti positivi. A fronte di ciò la scelta di Pedro Sánchez di andare a elezioni politiche anticipate è l’estremo tentativo di scuotere l’elettorato progressista rimasto in parte a casa il 28 maggio e di chiamare al senso di responsabilità gli alleati di governo in lite perenne per conquistarsi uno spazio al sole.

Tutele del lavoro: la Spagna volta pagina

In Spagna in poco più di un anno il Governo Sánchez ha portato a 9,5 euro orari il salario minimo e favorito l’accordo tra le parti sociali per modificare lo statuto dei lavoratori stabilendo il carattere subordinato del rapporto di lavoro per i rider e riducendo drasticamente la precarietà. Esattamente l’opposto di quanto sta accadendo in Italia.

Piano di ripresa e resilienza: Spagna-Italia 2-0

L’Italia esce sconfitta nel confronto con la Spagna sui rispettivi Piani di Ripresa e Resilienza: mentre a Madrid, pur con alcuni limiti, si possono intravedere le premesse per un nuovo modello di sviluppo, il nostro PNRR assomiglia a una grande e affastellata manovra finanziaria, a cui mancano respiro e visione strategica.

In Spagna i rider sono lavoratori dipendenti!

Il cambiamento legislativo è ormai definito: in Spagna i rider saranno considerati a tutti gli effetti lavoratori dipendenti. Ciò grazie a una modifica della statuto dei lavoratori concordata tra ministero del lavoro, associazioni sindacali e organizzazioni degli imprenditori. E in Italia? Una soluzione analoga sembra ancora lontana…