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Il 1° maggio che ci attende

Che 1° maggio sarà, quello che ci attende? Se il 25 aprile smette di essere la festa della Liberazione per trasformarsi nella festa della libertà, come da anni pretende la destra, allora il 1° maggio potrebbe diventare la festa neutrale dei lavoratori e dei padroni. Le premesse ci sono tutte. Per contrastare un simile esito bisognerà tornare ai valori su cui è nata la festa del primo maggio: solidarietà, pace e internazionalismo.

L’autonomia differenziata fa male anche al Nord

L’autonomia differenziata è, all’apparenza, un tema tecnico e complesso ma, in realtà, è un potente volano di diseguaglianze e incide profondamente sulla qualità della democrazia e sul sistema dei diritti. Affrontarlo non è, dunque, un discorso astratto da giuristi attenti ai cavilli, ma un contributo al necessario ragionamento sulla materialità dell’esistenza di ciascuno, e di tutti. Anche dei cittadini delle ricche regioni del Nord.

Caro Habermas, non si può incoraggiare il silenzio

Asef Bayat, studioso iraniano-americano del Medio Oriente, risponde all’ammonizione di Jürgen Habermas ad evitare critiche ai bombardamenti su Gaza perché il diritto all’esistenza di Israele merita una protezione speciale alla luce dei crimini di massa dell’era nazista: «Ma come dovrebbero deliberare le persone su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato se non è permesso loro di parlarne liberamente?».

“The Old Oak” di Ken Loach

“The Old Oak” è l’ultimo film di Ken Loach. L’ha dichiarato il regista stesso, ormai ottantasettenne, che si congeda ricordandoci, in questa società sempre più frammentaria e individualista, l’enorme forza che possiamo avere se siamo uniti. Una verità così semplice da essere scandalosa, tanto è in contrasto con il mondo in cui viviamo.

Mimmo Lucano: il reato di solidarietà alla sbarra

Riprende oggi il giudizio d’appello nei confronti di Mimmo Lucano, condannato in primo grado a 13 anni e due mesi di reclusione per aver praticato la solidarietà. Da ciò che i giudici decideranno si misurerà la loro volontà o meno di unirsi all’opera di diseducazione civile e morale in atto, consistente nella diffusione dell’idea che il bene e la virtù non esistono e che la disumanità delle istituzioni è giusta e inevitabile.

Pioveva a Santiago del Cile l’11 settembre 1973

L’11 settembre 1973, il giorno del golpe, quando in Cile svanirono le speranze di democrazia, socialismo e uguaglianza, pioveva a Santiago. Pioveva anche in Spagna il 25 novembre 1998 quando Luis Sepúlveda, ricevette, in esilio, la notizia che la Camera dei Lord di Londra aveva convalidato l’arresto del generale Pinochet. Le sue parole a commento sono anche un’epigrafe di ciò che il golpe fu per i democratici cileni.

Un altro regionalismo è possibile

Non è l’autonomia regionale in sé ad essere eversiva, ma quella che si prospetta: un’autonomia appropriativa e separatista che integra una sorta di secessione dei ricchi. Ad essa va contrapposta una devoluzione di competenze che consenta, traendo ispirazione dai principi costituzionali, una redistribuzione delle risorse idonea a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza delle persone nei territori svantaggiati.

La nave Louise Michel bloccata a Lampedusa: tra attualità e storia

La nave Louise Michel, impegnata nel soccorso dei migranti, è stata sottoposta a fermo a Lampedusa: per interrompere i salvataggi e, insieme, per impedire il diffondersi di un’idea di solidarietà. Fors’anche, pur ignorandolo, per esorcizzare il valore simbolico del riferimento a una donna impegnata, nella seconda metà dell’’800, nella Comune di Parigi, contro le prevaricazioni del potere e per la giustizia sociale.

Si scrive fisco, si legge Stato

La riforma fiscale approvata nelle grandi linee dal Governo favorisce i ricchi e penalizza i poveri. Basterebbe, ma c’è di più. Essa disegna un mondo in cui è esclusivamente il mercato a plasmare la società e allo Stato è assegnato un compito residuale. Così le tasse sono viste come il castigo per coloro che tramite il loro lavoro si occupano di costruire la società piuttosto che produrre direttamente ricchezza.

Convergere per insorgere nel nome della cura

“La rivoluzione della cura” è il titolo del nuovo libro di Marco Bersani che indica alcune linee per uscire dal capitalismo: la rivoluzione della cura, la sostituzione della competizione con la solidarietà, il potenziamento del mutualismo e del welfare territoriale, la valorizzazione della natura e dei beni comuni come alternativa all’estrattivismo e alla mercificazione. Senza mai rinunciare all’utopia.