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Noi, i nostri comportamenti, la guerra

I nostri comportamenti dicono molto rispetto ai valori che ci guidano. Certi modi di agire, a cominciare da quelli che caratterizzano le interazioni sui social, sono sintonici con il clima di surriscaldamento bellico in cui siamo immersi. Forse la cura delle nostre relazioni, virtuali o meno, e la pratica della gentilezza potrebbero tornare utili anche per allontanare la guerra, oltre che per vivere meglio e in un mondo migliore.

Il grido della Lega (e non solo): liberalizziamo la caccia!

Sparare sette giorni su sette, sparare anche di notte, divieto di impugnativa al TAR dei calendari venatori sono solo alcune delle chicche contenute nella proposta di legge leghista di liberalizzazione della caccia. Con i tempi che corrono, probabilmente passerà. Non solo per conservare i voti della lobby dei cacciatori, ma perché la caccia sembra essere il paradigma di una società egoista e schiacciata sull’oggi.

La violenza maschile sulle donne non è una malattia

«Il maschio violento non è malato, è il figlio sano del patriarcato»: lo slogan coniato da “Non una di meno” esprime la consapevolezza del significato politico del sessismo e della necessità di contrastarlo su quel piano. Ma il progetto per la scuola del ministro Valditara sembra andare nella direzione opposta, riconducendo, impropriamente, la violenza contro le donne nell’ambito della patologia e del disagio psichico.

Don Lorenzo Milani, il prete che ha cambiato la società civile

In molti, a cent’anni dalla nascita, tentano di impadronirsi della figura di don Milani. Senza successo. Ché quel prete distante da ogni potere, deciso a schierarsi senza tentennamenti dalla parte dei poveri e dei diseredati di ogni angolo della terra e capace di far diventare Barbiana, una parrocchia di cento anime, il centro del mondo, è stato più laico dei laici e più cristiano della chiesa e delle sue gerarchie.

Lo sfaldamento del legame sociale

In ogni società c’è un’interconnessione: ciascuna sua parte si “affida” al funzionamento dell’insieme, c’è un fiducia reciproca, senza la quale la vita sociale diventa impossibile. Oggi è proprio questa fiducia che manca nel Paese. E – cosa altrettanto grave – ciò non porta a un conflitto aperto, a una crisi foriera di un riassetto su nuove basi.

Il calcio è lo specchio della società

Quel che accade oggi nel calcio è ciò che accade quando il capitalismo prende possesso di ogni angolo della società. Non c’è mano invisibile, ma le mani visibilissime di coloro che elargiscono mazzette e modificano bilanci senza alcun controllo. E lo fanno con il disprezzo di chi sta in alto e pretende che chi sta in basso lavori perché possa continuare la festa dei pochi.

Rovesciare i termini: il merito della scuola

Il Governo ha voluto affiancare all’istruzione, nella denominazione del relativo ministero, il merito. Meglio rovesciare i termini e parlare, invece che di scuola del merito, del merito della scuola. Se non altro come riconoscimento del fatto la scuola è il luogo in cui l’incontro quotidiano di centinaia di migliaia di insegnanti e studenti realizza uno spirito di comunità e di sana reazione all’alienazione sociale.

La famiglia secondo Meloni: un mix di perbenismo e autoritarismo

Che cos’è la famiglia a cui Meloni si appella? Una costruzione spuntata da un mondo che non c’è più. Una cosa che non esiste se non è istituzionalizzata, un contratto che dà diritto a dei benefits (un tanto a figlio, come una raccolta punti). Ma non è, come sembra, una concezione anacronistica. È una costruzione che descrive una società che non c’è per nascondere la società che c’è.

La psichiatria non è un’isola

La psichiatria, se separata dall’analisi della società, è un inganno. Prescrivere un antidepressivo a un cassaintegrato disperato o alle madri in cerca del figlio desaparecido non fa che convincerli di essere malati. Occorre uscire dalla logica malattia/assenza di malattia ed esplorare territori complessi nel segno della partecipazione e della solidarietà.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.