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Noi, i nostri comportamenti, la guerra

I nostri comportamenti dicono molto rispetto ai valori che ci guidano. Certi modi di agire, a cominciare da quelli che caratterizzano le interazioni sui social, sono sintonici con il clima di surriscaldamento bellico in cui siamo immersi. Forse la cura delle nostre relazioni, virtuali o meno, e la pratica della gentilezza potrebbero tornare utili anche per allontanare la guerra, oltre che per vivere meglio e in un mondo migliore.

Il caso Di Cesare: un post infelice e gli impropri richiami alla “fedeltà all’istituzione”

Il post di Donatella Di Cesare in morte di Barbara Balzerani ha prodotto una tempesta mediatica, travolgendo ogni parvenza di razionalità in punto uso dei social, conti con il terrorismo e ruolo degli intellettuali. Era un post infelice. E allora? In una democrazia bisogna garantire anche il diritto di dire “stronzate”. Per poterle criticare, smontare, relativizzare. Ma mai per metterle a tacere. È ciò che compete all’intellettuale pubblico.

Social o sociale?

Postiamo di tutto, ogni atto che compiamo, i momenti di gioia, di dolore, ciò che mangiamo, pensiamo, senza ormai alcun filtro, discutiamo animatamente, non di rado senza alcun rispetto, con persone che poi dal vivo non salutiamo nemmeno. È questa la vita che ci attende all’epoca del distanziamento sociale? Ma, soprattutto, è questa la vita?

Paola Egonu e il razzismo da tastiera

È bastato un set ball sbagliato dopo 275 punti conquistati nel mondiale di volley perché alcuni sconsiderati si abbandonassero a insulti razzisti sui social nei confronti dell’italianissima Paola Egonu provocandone la sacrosanta reazione. È un film già visto a cominciare dai buu negli stadi di calcio. Questa volta c’è stata una diffusa solidarietà, ma non basta. Occorrono prese di distanza istituzionali nette ed esplicite.

Manifesto delle Sardine

Un nuovo movimento si aggira per il Paese: le Sardine. Sono comparse qualche giorno fa sulla piazza di Bologna e ora “nuotano” in tutto il Paese. Sono ormai centinaia di migliaia e dicono ai populisti di essersi finalmente svegliate per contrastarli sul loro terreno: nelle case, nelle piazze e sui social network. Senza nessun complesso di inferiorità.