Il nazionalismo di sinistra in Europa

Il nazionalismo e le politiche di chiusura nei confronti dei migranti si fanno strada nella sinistra europea, che rinnega così le proprie origini. Negli Stati Uniti sta accadendo esattamente il contrario e il Partito democratico si sta schierando a favore dell’apertura dei propri confini. È una ragione di speranza anche per i movimenti europei.

In piazza, l’8 dicembre!

L’8 dicembre, quando ci sarà, a Torino, la manifestazione No TAV, bisognerà essere in tanti, tantissimi. Bisognerà rispondere alla piazza di sabato scorso con gli argomenti ma anche con i numeri. Per questo nessuno dovrà dire: «se c’è lui io non vengo».

La sinistra sotto il TAV

Il 10 novembre, a Torino, è sceso in piazza l’establishment. La cosiddetta sinistra di governo ha partecipato e applaudito. Ma in un’Italia con 18 milioni di cittadini sulla soglia di povertà una sinistra che riparta dalla piazza dei ricchi e dalle grandi opere inutili non solo non è una sinistra: è anche morta.

Il vento incerto della Baviera

All’indomani del voto in Baviera, disposti ormai al peggio, tiriamo un sospiro di sollievo perché la destra nazionalista (AFD) si è fermata al 10,2 per cento, ma sarebbe fuori luogo cantare vittoria: nessuno può dire che l’aria stia nuovamente cambiando a favore del campo della solidarietà e dei diritti.

Nel gorgo

Lodi, Cagliari, si moltiplicano gli episodi di ordinaria disumanità. Il rancore non sembra più trovare limiti alle proprie espressioni. Di nuovo: homo homini lupus , senza che si riesca a creare anticorpi. E intanto nel mondo le morti per suicidio superano quelle per guerra e crimine.

Giudici e pubblici ministeri: avanti a destra

I diritti stanno diventando un optional: in tema di lavoro, nel conflitto sociale, per i migranti… E sempre meno ciò trova un argine nella giurisdizione. È in questo contesto che si collocano i risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura: ha vinto la destra e la sinistra è (quasi) scomparsa.