Difesa civile non armata: il disegno di legge c’è

Il disegno di legge su difesa civile disarmata e nonviolenta ha ampiamente superato il quorum delle 50mila firme e sarà presto incardinato al Senato. Il suo obiettivo è rompere il monopolio della difesa militare armata e costruire una nuova architettura del sistema difensivo nonviolento, con supporto giuridico e finanziario adeguato. Ora comincia la seconda fase: chiedere subito l’avvio dell’iter parlamentare.

I guasti non li fa l’intelligenza artificiale ma chi la manovra

L’intrusione non autorizzata di agenti di Intelligenza Artificiale in server protetti di Hugging Face ha suscitato l’allarme su una presunta autonomizzazione dell’IA. Non è così. Il software di OpenAI non è sfuggito al controllo ma ha realizzato gli obiettivi assegnatigli di trovare vulnerabilità nei sistemi di sicurezza. Per questo erano state disattivate le misure di sicurezza: cosa che si poteva e doveva evitare.

Sicurezza: domande a Veltroni, Violante e non solo

La campagna elettorale per le elezioni del 2027 è ormai iniziata e il suo terreno principale sarà, ancora un volta, quello della sicurezza. E già risuonano le voci dei maîtres à penser della “sinistra di governo” che chiedono interventi di polizia più duri e rigorosi. A torto, ché il sicuritarismo aumenta le paure, le cui cause sono ben più profonde della criminalità e dell’immigrazione, e la sicurezza del potere non è quella dei cittadini.

Dossier Viminale

Il dossier di Ferragosto del Ministero dell’interno, anziché fornire un’analisi dell’andamento di sicurezza, ordine pubblico, criminalità e immigrazione, è un goffo spot pubblicitario dell’azione di Governo che ha reso l’Italia «uno dei luoghi più sicuri al mondo». Ci vorrebbe ben altra analisi ma anche una spiegazione del perché, se questa è la situazione, il Governo continua a battere senza sosta il tasto della “sicurezza”.

Francia: i comuni governati dalla sinistra e una diversa idea di sicurezza

Nelle città in cui sono andati al governo nelle elezioni municipali di quattro mesi fa, i sindaci che fanno capo a “La France Insoumise” sono partiti da alcuni principi cardine: sostegno alla Palestina, servizi pubblici gratuiti e altri interventi sociali in buona parte simili a quelli del sindaco di New York, Zohran Mamdani. Il futuro dipenderà dalla loro capacità di rapportarsi con il Governo centrale e delle aree metropolitane.

Nulla accade in polizia che il ministro non sappia e non voglia

Di fronte a gravi fatti di cronaca che coinvolgono operatori di polizia l’attenzione si concentra sul singolo intervento, sulla decisione presa per strada in pochi secondi. È giusto che sia così ma non basta. La responsabilità maggiore sta in alto ed è fatta di strategie politiche sicuritarie, di condizionamenti realizzati con piccoli o grandi privilegi, di mancate risposte a sollecitazioni che vengono anche dall’interno del corpo.

Nuove frontiere della repressione, fogli di via, giudici

Hai contestato pacificamente un comizio di Matteo Salvini? Sei pericoloso e non potrai tornare per tre anni sul “luogo del delitto”. I fogli di via sono sempre più la nuova frontiera della repressione. Per fortuna c’è, qualche volta, un giudice. Così il Tar Toscana annulla il provvedimento chiarendo che la sicurezza è la tutela dei diritti fondamentali di tutti e non la docile e acritica adesione ai desiderata di chi governa.

La violenza tra linguaggio e costume politico

Il racconto pubblico di alcuni casi di cronaca sta trasformando la violenza in costume politico, quasi una forma di partecipazione. Naturalmente essa nasce contro il nemico più facile da isolare, quello che suscita meno solidarietà. Ma, una volta entrata nella comunicazione politica, trova nuovi destinatari, nuove alleanze, nuove forme di autorizzazione. Così la democrazia diventa sempre più fragile.

Achtung alberi!

Dalla Stazione Termini di Roma alle piazze del Cairo, gli alberi diventano nemici perché nascondono, proteggono, rinfrescano, mentre l’imperativo è ottenere la massima visibilità per telecamere e droni e disincentivare contatti e rapporti tra le persone. La società della sorveglianza è tra noi e il controllo e la “sicurezza” sono la priorità delle priorità, a cui sacrificare benessere e diritti, non solo degli umani.

Quale polizia per uno Stato democratico?

Il ricordo di Genova e la morte assurda di Abderrahim Fakir hanno riacceso i riflettori sulla polizia, di cui è in corso una ristrutturazione conservatrice e militarista che la allontana dal modello della riforma del 1981. È una strada sbagliata ché l’efficacia del lavoro di polizia si fonda sulla fiducia dei cittadini e una polizia democratica si misura non da come tratta chi la applaude ma da come garantisce i diritti di chi la contesta.