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Povertà, salute negata e contraddizioni del Governo

Il Servizio Sanitario Nazionale è inadeguato, il Sud è prossimo al “deserto sanitario”, la povertà è ai massimi storici, gli sfratti per morosità aumentano mentre, parallelamente, crescono i super ricchi e i loro patrimoni. Per invertire la tendenza bisognerebbe potenziare la sanità ed evitarne la frammentazione, investire nel welfare prelevando risorse dai redditi più alti. Ma il Governo continua a percorrere la strada opposta.

Italia: più debiti, meno case

Un’indagine della Federazione Autonoma Bancari e un rapporto di Cgil, Sunia e Udu fotografano una situazione del Paese allarmante: aumentano le famiglie indebitate (che sono oggi 6,8 milioni) e, soprattutto nel Sud, l’importo delle rate da pagare; nello stesso tempo cresce il disagio abitativo, attestato dal fatto che, negli ultimi cinque anni, gli sfratti sono stati 236 mila, di cui 205 mila per morosità.

Questione abitativa e politiche della casa

In Italia il disagio abitativo non è un’emergenza ma una caratteristica strutturale conseguente all’alto costo degli affitti (che, insieme alle spese connesse, incide per il 31,5% delle spese delle famiglie) e alla carenza di offerta pubblica di edilizia popolare. Eppure nel Recovery Plan le risorse destinate ad alloggi sociali ammontano a soli 500 milioni (pari allo 0,5% del totale).

Roma: all’erta contro gli sgomberi!

Di fronte a un’emergenza abitativa sempre più drammatica, la risposta prevalente nel Paese è il moltiplicarsi degli sfratti e degli sgomberi di immobili occupati. Roma è la città-simbolo di questo sistema. Mentre sembra profilarsi lo sgombero del “Caravaggio” i movimenti per la casa si organizzano e si mobilitano.