La scuola in vacanza?

In questi mesi il dibattito sulla scuola ha assunto toni surreali e chiunque si è sentito legittimato a pontificare su tutto, dalla didattica a distanza fino alla data e alle modalità di riapertura. Intanto, per fortuna, nella scuola c’è chi, in silenzio, lavora per definire «come si riapre», ma anche «cosa si dovrà fare», una volta rientrarti.

L’8 settembre della scuola italiana

Come riapriranno le scuole è tuttora incerto. Eppure già a marzo un Governo degno di questo nome avrebbe saputo cosa fare: assumere almeno altri 100.000 docenti, bloccare i tagli della legge Gelmini, acquisire spazi provvisori e avviare i cantieri per ampliare quelli stabili, scrivere direttive chiare e univoche. Ma non l’ha fatto.

Un new deal per la scuola

In molti hanno pensato che la pandemia fosse l’occasione per rivedere le priorità del nostro modello di sviluppo e, in esso, del sistema scolastico. Non è stato e non è così. Anche perché ciò che occorre è un vero e proprio new deal, di medio periodo, in cui una nuova cultura della scuola diventi egemone nella società.

La scuola non è un’azienda

C’è chi si sta adoperando per una scuola peggiore di prima: diretta da manager, funzionale alle richieste degli imprenditori (infiocchettate da alcune parole inglesi), con una forte quota di didattica a distanza. L’alternativa è una scuola strutturata come comunità educante in cui si costruiscono rapporti e consapevolezza di sé.

L’incerto futuro della scuola

La scuola dopo il coronavirus stenta a vedersi. La sola cosa certa è il ritardo con cui il Ministro dell’istruzione sta affrontando la questione, sotto tutti i punti di vista. Quello delle risorse e non solo. Eppure nel mondo della scuola le idee e le proposte non mancano, come dimostra anche un seminario di Volere la luna.

Bacheca #eventivolerelaluna

Il quarto incontro di formazione/informazione di VOLERE LA LUNA si terrà, in videoconferenza mercoledì 3 giugno dalle 20.45 alle 23.00. L’incontro avrà ad oggetto “La scuola dopo il covid-19”, tema attualissimo e che speriamo sia occasione per un confronto ampio anche fuori dai nostri stretti confini.

Corpo e spazio, qui e ora

La relazione tra corpi, l’ importanza del qui e ora, del non differibile e non ripetibile è una forma di comunicazione essenziale nel teatro, ma non solo. Nella scuola in primo luogo, dove la relazione a distanza nel virtuale non può sostituire la forza educativa della compresenza reale e la relazione con i corpi degli altri.

Il buio in fondo al tunnel

Non ci rendiamo conto di quel che ci aspetta in un futuro che è già presente. Smart working, didattica in remoto, giovani sempre più isolati, anziani sacrificati, Confindustria all’assalto. Eppure, testardamente, non ci arrendiamo e continuiamo a pensare che questa debba essere l’occasione per volere veramente la luna: si persevera per dare un senso alla nostra vita.