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Auto. La fuga di Stellantis e la risposta operaia

Meno di 20 anni fa a Mirafiori si producevano 213mila auto all’anno. Nel 2023 si è scesi a 85mila. Intanto gli occupati si sono dimezzati (passando da 24mila agli attuali 12mila) e il ricorso agli ammortizzatori sociali è diventato regola. Di fronte a questa fuga di Stellantis da Torino e dall’Italia, lo sciopero e la grande manifestazione del 12 aprile sono un primo passo che le istituzioni non possono ignorare.

L’attacco al diritto di sciopero è un attacco alla Costituzione

L’attacco di matrice autoritaria sferrato al mondo del lavoro e al diritto di sciopero dal ministro Salvini (e non solo) è parte del più ampio disegno di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale perseguito dalla destra: perché lo sciopero non è solo uno dei tanti diritti sanciti dalla Costituzione, ma è un cardine, uno degli elementi portanti della Repubblica.

Squadrismo istituzionale

Squadrismo istituzionale

“Squadrismo istituzionale” l’ha definito il segretario della UIL Bombardieri. “Un attacco gravissimo del governo a un diritto fondamentale delle persone che lavorano”, ha aggiunto Landini per la CGIL. Ormai è chiaro che questa destra segnata dalla sua matrice neofascista va aggredendo, giorno dopo giorno, in forma sempre più sistematica, ad ampio raggio, tutti i residui fondamenti della nostra democrazia, sociale e politica

Delitto di sciopero: tutto il mondo è paese

Alzare il costo dei biglietti e abbassare quello del lavoro è la logica delle aziende ferroviarie di là e di qua dell’oceano. E quando i lavoratori protestano i Governi reagiscono negando loro (o limitando) il diritto di sciopero. Lo ha fatto in Italia, il 13 luglio, il ministro Salvini; lo aveva fatto, a dicembre, Biden negli Stati Uniti. È la legge del profitto, che non vuole eccezioni: né a destra né a sinistra.

Questo primo maggio

Lunedì non sarà un primo maggio di festa. Governo e maggioranza stanno assestando un colpo di grazia ai diritti strappati in decenni di lotte e sopravvissuti al fuoco dei cecchini. E manca una reazione adeguata: i sindacati non osano neppure pronunciare la parola sciopero e, quel che è peggio, nei luoghi di lavoro prevale la rassegnazione. Bisognerà lavorare sodo per tornare ad avere un primo maggio di lotta.

Dalla parte di studenti e studentesse

La scuola italiana non sta bene. Gli studenti e le studentesse che la abitano nemmeno. Così un’ondata di occupazioni e manifestazioni percorre le nostre città: «Ci dicono sempre che i giovani sono il futuro, ed è vero, ma noi siamo anche il presente, siamo qui, ora, facciamoci sentire». Questo è il loro tempo, questa è la loro scuola ed è giusto che se la riprendano. Finalmente.

Osservatorio mensile

L’epidemia prosegue e nel mondo continuano a crescere i senza lavoro raggiungendo la cifra di 400 milioni; nella maggioranza dei paesi nel mondo la crisi da coronavirus ha giustificato provvedimenti e norme di restrizione dei diritti civili e dei lavoratori…