Morire a Istanbul per la libertà – Fermiamo Erdogan

7 MAGGIO – Ibrahim Gökçek è morto, dopo 316 giorni di sciopero della fame per la libertà in Turchia. Bassista del Group Yorum, Ibrahim è noto in Italia soprattutto per la splendida esecuzione davanti a una folla oceanica di “Bella Ciao“. Cinque giorni prima di morire, arrivato oltre il limite di ogni umana resistenza, ha trovato ancora la forza di scrivere questa straziante lettera a l’Humanité.

Turchia. Morire in cella per rompere l’isolamento

Negli ultimi due anni il regime turco di Erdogan ha incarcerato oltre 10mila curdi e sostenitori dell’HDP. Dal novembre 2018 è stato lanciato uno sciopero della fame che si è esteso a oltre 7mila persone, dentro e fuori le carceri. Negli ultimi mesi sono stati cinque i morti a seguito dello sciopero e otto detenuti si sono tolti la vita come estremo gesto di protesta.

Dalle carceri turche … resistenza a oltranza

Dopo 63 giorni di sciopero della fame, si aggravano le condizioni di salute di Leyla Güven, parlamentare dell’HDP in carcere in Turchia, che dichiara di essere pronta ad andare fino in fondo, cioè alla morte, se non verrà accolta la sua richiesta: la fine dell’isolamento totale in cui è sepolto Abdullah Öcalan e, con lui, le speranze in una soluzione al conflitto in Kurdistan.