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I medici a gettone e la sanità pubblica

I medici a gettone sono diventati parte rilevante dell’assistenza ospedaliera. È, per il Servizio sanitario nazionale, l’inizio della fine. Basta fotografare i rientri in Pronto Soccorso di pazienti appena dimessi, i tempi di degenza, l’adeguatezza nell’esecuzione degli esami diagnostici. Il rimedio sarebbe semplice: considerare il Servizio sanitario un bene comune prezioso in cui investire. Ma non sembra che sia così.

Sanità: no all’autonomia regionale differenziata

Per la sanità il fallimento della regionalizzazione è già oggi macroscopico e inconfutabile. L’avvento dell’autonomia regionale differenziata produrrebbe una ulteriore balcanizzazione della sanità pubblica con crescita a dismisura di disuguaglianze e disfunzioni. Per questo non bastano le correzioni: l’operazione deve essere contrastata nella sua interezza, senza se e senza ma.

La sanità tra tagli e autonomia differenziata

La Nadef approvata dal Governo dimissionario delinea, per i prossimi anni, un decremento della spesa sanitaria. Intanto incombe l’autonomia differenziata, veicolo di ulteriori regali al privato e agli imprenditori della salute. È una dichiarazione di guerra alla sanità pubblica, in spregio all’epica gestione del Covid-19 da parte del SSN e dei suoi professionisti, e un insulto ai più deboli e ai ceti popolari.