Il ribaltamento della legge del mare: vietato salvare vite

«Si ordina la rimozione, prima della partenza, delle attrezzature e degli equipaggiamenti per lo svolgimento del servizio di salvataggio»: questo il provvedimento notificato dalla Capitaneria di Porto alla nave “Mare Jonio” della Ong Mediterranea. In altri termini: navigare ma con divieto di salvataggio. È il ribaltamento della legge del mare. Per la prima volta: non solo nella storia della marineria italiana, ma in tutto il mondo.

Il coraggio di Carola

La Sea Watch ha forzato il blocco del Governo italiano ed è ora di fronte al porto di Lampedusa con il suo “carico” di 40 migranti. Carola Rackete, la sua capitana, ha scelto di violare la legge ingiusta, incurante delle gravi sanzioni a cui va incontro. Ha detto: “Signornò”, dando una lezione a tutti. Grazie, capitana coraggiosa!

Salvare i naufraghi e aprire i porti

Non salvare chi naufraga è un crimine, lasciarlo morire in mare è un crimine, non aprire i porti o riportare i naufraghi in Libia è un crimine. Una politica disumana, nata con la legittimazione dei lager libici da parte del ministro Minniti e che prosegue oggi con Salvini, sta raggiungendo limiti mostruosi.

Caro Guardacoste ti scrivo

La Guardia costiera italiana ha diffuso una nota in cui si invitano i comandanti a rivolgersi, per richiedere soccorso, alla Guardia costiera libica, benché su di essa pesino pesanti accuse di violenze durante le intercettazioni e di collusione con i trafficanti. Ciò fa tornare d’attualità il dilemma di Antigone: obbedire all’editto di Creonte o alle leggi dell’umanità?