Per un welfare sanitario di cittadinanza

La subordinazione della sanità alla sua sostenibilità economica ha fatto sì che la salute non è più un diritto accessibile a tutti. Sanità e salute, infatti, sono concetti distinti, ma con evidenti interconnessioni e non si può garantire un benessere completo se non si organizza un sistema sanitario adeguato a tutela di tutti i cittadini a partire dai più “disuguali” (gli adolescenti, i vecchi, gli stranieri).

“E non sono pazzi”. 17° libro bianco sulle droghe

17° libro bianco sulle droghe è una risposta razionale alle politiche del Governo sul tema, improntate da anni a un proibizionismo sterile e ottuso e all’idea di una guerra alla droga che non distingue tra canapa e droghe “pesanti”. L’analisi del libro bianco muove dal carcere, dal sistema penale, dai servizi, dalla salute delle persone che usano sostanze ma non mancano proposte innovative anche su aspetti finora trascurati.

Una proposta di legge per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale

Il Servizio Sanitario Nazionale è stato per anni un fiore all’occhiello del nostro sistema. Oggi sta diventando “residuale”. Per arginare questa deriva la Cgil e alcune associazioni della società civile hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare su cui è in corso la raccolta delle firme. Non una riforma organica ma un ventaglio di interventi per rilanciare la sanità pubblica e per alimentare il confronto al riguardo.

Il diritto alla salute e la riforma che non c’è

Garantire il diritto alla salute impone di intervenire sui suoi determinanti, che sono vari e tanti. Richiede anche la comprensione che si tratta di un processo continuo e che gli interventi variano a seconda degli obiettivi e del contesto. Così fare riferimento alle Case di comunità invece che alle case della Comunità, o ai medici di famiglia invece che ai medici di medicina generale non è un fatto nominalistico ma politico.

Italia. Profilo della sanità 2025

Il report “State of Health in the EU” (“Lo stato di salute nell’EU”) 2025, redatto da OCSE, Osservatorio europeo e Commissione Europea, contiene apprezzamenti sull’andamento della salute nel nostro Paese ma evidenzia anche gravi criticità strutturali. In particolare, mentre l’aspettativa di vita si conferma tra le più alte d’Europa, il sistema sconta un rilevante sotto finanziamento rispetto alla media continentale.

Salute per tutti: il diritto negato

In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e, nel triennio 2020-2022, 16.192 infermieri hanno lasciato il Servizio Sanitario Nazionale. Delle 1.715 Case di comunità programmate soltanto 66 prevedono tutti i servizi obbligatori (il 3,8% dell’obiettivo) e dei 594 Ospedali di Comunità previsti ne sono attivi solo 163 (il 27%). A fronte di ciò manca un progetto e la spesa per la sanità pubblica diminuisce.

L’autonomia differenziata: ultima spiaggia per Meloni

Dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni sulle preintese tra Governo e regioni del Nord, l’iter dell’autonomia differenziata prosegue dinanzi al Parlamento. Forse, dopo la bocciatura referendaria della riforma della magistratura e dopo il tramonto del premierato, questo strappo della coesione nazionale incontrerà degli ostacoli. Ma i colpi di mano sono sempre possibili. Per questo occorre vigilare.

Lo stato dei diritti in Italia

La fotografia fornita dal nuovo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia curato dall’associazione “A Buon Diritto” è impietosa per gran parte dei profili indicati nei 17 capitoli che lo compongono e che spaziano dalla salute alla casa, dal carcere all’informazione e via elencando. Lo stato di salute dei diritti nel nostro Paese lascia molto a desiderare: denunciarlo è almeno un passo per cercare di invertire la tendenza.

La salute: da diritto universale a privilegio per pochi

La considerazione della sanità come un costo da tagliare, anziché la priorità su cui investire per tutelare la salute delle persone, comune ai Governi degli ultimi anni, ha determinato il definanziamento, in termini percentuali, del SSN riducendolo in uno stato prossimo al collasso. Questa la denuncia dell’8º Rapporto Gimbe, che documenta l’entità della crisi e indica le azioni necessarie per invertire la rotta.