Carcere e coronavirus: non aspettare!

La situazione è allarmante. Il carcere reale non consente l’adozione delle misure di profilassi indispensabili per la salute di noi tutti. Le misure adottate in via di urgenza dal Governo sono insufficienti. Occorre che la politica metta a punto un ventaglio di strumenti idonei a ridurre il sovraffollamento. Subito.

Una Repubblica fondata sul profitto?

Il presidente del Consiglio Conte ha scelto, per la gestione dell’emergenza Covid, una modalità molto personalizzata e caratterizzata dall’intreccio di annunci e provvedimenti. Ciò ha consentito interferenze e pressioni: da ultimo quelle di Confindustria che hanno di molto svuotato il preannunciato “chiudiamo tutto”.

Non arrendiamoci a “tacere e obbedire”

Di fronte al diffondersi dell’epidemia sembra che tutta la responsabilità sia dei cittadini. Dove sta la responsabilità delle istituzioni che minacciano di prendere misure ancora “più rigorose”? La scienza non ha certezze. Quanto durerà la “temporanea” limitazione della libertà? Tacere e obbedire non può essere la soluzione.

Virus: emergenza-sanità e mercato

L’epidemia del Coronavirus proietta in primo piano la situazione della nostra organizzazione sanitaria e pone due domande fondamentali: un bene come la salute può essere tutelato gestendo i servizi sanitari che lo presidiano in una logica di mercato? E, poi, è conveniente, anche in termini economici, gestirli in una logica di mercato?

I tumori occupazionali, questi sconosciuti

Pochi lo sanno, ma il maggior numero di “morti bianche” nel nostro Paese è conseguenza di tumori occupazionali: più di 7.000 all’anno a fronte delle 700 determinate da infortuni sul lavoro. È una vera e propria strage che pone una questione fondamentale di prevenzione e, insieme, di giustizia per le vittime.

Pubblico e privato nei servizi sanitari

Gianluigi Trianni, Aldo Gazzetti e Anna Baroncini riprendono una ricerca svolta nel Regno Unito che dimostra come la gestione pubblica dei servizi sanitari sia più conveniente rispetto a quella privata. C’è di che riflettere anche nel nostro Paese di fronte alla sempre più intensa deriva privatistica del Servizio sanitario.