Tra “pirati” e “corsari” l’arrembaggio ai salari

Il tema del salario minimo per legge come antidoto (almeno parziale) al lavoro povero è da tempo all’ordine del giorno, accompagnato da rifiuti pregiudiziali o ideologici anche da parte sindacale. Rifiuti a dir poco sorprendenti e che rischiano di determinare una irreversibile rottura con una parte significativa del mondo del lavoro, sempre più priva di rappresentanza sia politica che sindacale.

Chi ha dubbi sul salario minimo?

Ho in studio un gruppetto di lavoratori che mi mostrano la loro busta paga: 4,6 euro netti all’ora, circa 700 euro al mese per 38 ore settimanali. Non sono dipendenti di una fantomatica cooperativa, ma di una Srl nel settore dell’assemblaggio di materiale ferroso che applica un contratto collettivo nazionale. Ci vuol altro per motivare la necessità di una legge sul salario minimo?

Come difendersi dall’inflazione: alibi e proposte

A fronte di un’inflazione tornata ai livelli del marzo 1986 non si possono chiedere a milioni di italiani in povertà altre rinunce o sacrifici. Siamo il paese con i più bassi salari e con il più alto numero di lavoratori poveri in Europa. È questo il terreno su cui occorre intervenire. Qui le proposte di alcune realtà impegnate sui territori contro disuguaglianze, povertà e mafie.

Lavoro povero e salario minimo

Secondo il 55° rapporto Censis, il nostro Paese è l’unico, in Europa, in cui i salari sono diminuiti negli ultimi 30 anni. Eppure è uno dei pochi che ancora non ha introdotto per legge un salario minimo nazionale. Ciò è dovuto anche alle resistenze delle organizzazioni sindacali, che temono ripercussioni (in realtà inesistenti) sulla contrattazione collettiva.

Tutele del lavoro: la Spagna volta pagina

In Spagna in poco più di un anno il Governo Sánchez ha portato a 9,5 euro orari il salario minimo e favorito l’accordo tra le parti sociali per modificare lo statuto dei lavoratori stabilendo il carattere subordinato del rapporto di lavoro per i rider e riducendo drasticamente la precarietà. Esattamente l’opposto di quanto sta accadendo in Italia.

Si riapre la questione del salario minimo

Sul salario minimo ci sono oggi, in Italia, solo messaggi a distanza per sondare le reazioni dei diversi attori. Non così in Europa, dove l’intervento della legge sul punto è una realtà in molti paesi. In Italia il sindacato è tradizionalmente ostile e punta sulla contrattazione. Ma è tempo di scendere nel merito e verificare il senso della proposta, sotto cui si celano impostazioni opposte.

Stati Uniti. Salario minimo garantito, qualcosa si muove

Nel novembre 2012, alcune centinaia di lavoratori dei fast-food di New York sono scesi in sciopero per rivendicare un salario minimo di 15$. Da allora si è fatta molta strada fino all’approvazione da parte della Camera, il 16 luglio, di una legge in tal senso (seppur ad applicazione graduale e differita). A dimostrazione che la lotta paga.

Riflessioni operative sul salario minimo

Il dibattito sull’introduzione del salario minimo garantito per legge è, infine, approdato in Parlamento. Le resistenze sono molte e di diverso segno. Ma, fermo il confronto sulle specifiche disposizioni, l’utilità di una normativa di tutela al riguardo non sembra contestabile in questa fase di drammatica debolezza dei lavoratori.