Riflessioni operative sul salario minimo

Il dibattito sull’introduzione del salario minimo garantito per legge è, infine, approdato in Parlamento. Le resistenze sono molte e di diverso segno. Ma, fermo il confronto sulle specifiche disposizioni, l’utilità di una normativa di tutela al riguardo non sembra contestabile in questa fase di drammatica debolezza dei lavoratori.

In favore del salario minimo legale

L’introduzione per legge di un salario minimo nel sistema italiano è resa opportuna, con alcune garanzie, da due fattori concomitanti: la proliferazione incontrollata dei contratti nazionali (fonte di trattamenti economici e normativi deteriori) e la crescente tendenza alla svalorizzazione del lavoro anche sotto il profilo salariale.

Il salario minimo in Europa

In Europa il salario minimo stabilito per legge si è progressivamente esteso e attualmente ne sono privi solo Italia, Cipro, Danimarca, Svezia e Finlandia. Pur con ingenti e inaccettabili differenze (dai 10,3 euro per ora lavorata della Francia agli 1,72 euro della Bulgaria), esso ha limitato il deterioramento delle retribuzioni.

«Lavorare per un futuro migliore»

In preparazione del centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), è stato predisposto un documento dal titolo «Lavorare per un futuro migliore». Come concretamente potrà svolgersi un percorso di affermazione dei principi e degli obiettivi indicati nel documento, peraltro, non è facile comprendere.