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Attenzione: l’obiettivo non sono i migranti, sono i poveri

Percorrendo la rotta dei Balcani ho visto reticolati e muri, squadracce armate, cani aizzati contro disgraziati in fuga, violenze selvagge. E alla fine ho capito: i migranti sono una categoria sperimentale. Dietro di loro si staglia il bersaglio grosso: i poveri, gli esclusi dal grande mercato, i colpevoli del non consumo. Oggi l’Italia è entrata tra i Paesi nazionalisti in prima linea su questo fronte. Ci attendono tempi molto duri.

Balcani e Mediterraneo: dove fallisce l’umanità

Le rotte sono diverse – i Balcani o il Mediterraneo – ma le politiche non cambiano. In entrambi i casi gli Stati europei sbarrano i confini e ricacciano indietro i profughi, in aperta violazione del diritto d’asilo e del divieto di respingimento, proclamato dagli articoli 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione.

Area balcanica e rotta della violenza: le responsabilità dell’Europa e dell’Italia

Quanto avviene nell’area balcanica fino ai nostri confini non può essere ignorato dalle istituzioni italiane, europee e internazionali. In Slovenia, in Croazia e al confine del Friuli Venezia Giulia i migranti in fuga da guerre e conflitti vengono respinti con violenza inaudita e in violazione di tutti i trattati. È il tradimento della nostra storia.