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Fabienne Agliardi, Appetricchio (Fazi, 2023)

Un romanzo divertente, ambientato in un luogo di fantasia, con pochi abitanti, per lo più sordomuti, quasi tutti di nome Rocco, residenti in un borgo dimenticato dal tempo, scollegati dalla civiltà a causa di un ponte pieno di buche e difficilmente attraversabile, rudi, ignoranti, diffidenti, ma resi unici, familiari, vicini a noi dalla bravura dell’autrice, che ha creato una propria magica Macondo.

1974. Come eravamo

Un nuovo romanzo di Pierluigi Sullo ci porta dal ’68-69 direttamente nel 1974, un anno contraddittorio e terribile, segnato da stragi, tentativi di golpe, derive terroristiche a sinistra, ma anche dal referendum sul divorzio, dal Vietnam, dalla rivoluzione dei garofani in Portogallo. E intanto una generazione cerca nuovi approdi.

Dare voce alla vita

L’ultimo libro di Paolo Di Stefano è una sorta di Buddenbrook mediterraneo più che un ennesimo prodotto del new realism o della decantata autofiction: nella storia di una famiglia del sud, sospesa tra Avola e Lugano, lungo le tappe di un esodo infinito, rivive l’epopea delle migrazioni interne, dal Sud verso Nord messa in forma letteraria.

Una storia rimossa nella Corea del Sud

«È vero che gli uomini sono fondamentalmente crudeli?». La domanda è il filo conduttore del drammatico e intenso romanzo “Atti umani” della sud coreana Han Kang: uno squarcio di luce sulle dittature militari del suo Paese e sul massacro di Gwangju, una strage a lungo negata, di cui ricorre in questi giorni il quarantennale.