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Cosa ci insegnano le rivolte nelle banlieues

L’uccisione da parte della polizia del diciassettenne Nahel ha provocato in Francia violente rivolte. Diverse le lettura che ne sono seguite: effetto delle leggi che hanno dato mano libera polizia, crisi del sistema di governo transalpino, emergere di nuove manifestazioni del conflitto sociale. Comunque sia, la “nuova era dei riot” è destinata a durare a lungo e a non rimanere confinata sul suolo francese.

Il tempo delle rivolte

Dappertutto nel mondo occidentale la democrazia sembra assumere le forme di un sistema senza prospettive. Pare che la società contemporanea non abbia più bisogno di garanzie e rappresentanza e si affaccia sempre più una democrazia autoritaria. Solo le rivolte sembrano in grado di riscrivere i contorni della politica. Ma le rivolte non si programmano e non hanno “gruppi dirigenti” né “avanguardie” che le guidino.

Le proteste che verranno

Il Fondo Monetario Internazionale prevede, a partire dalla metà del prossimo anno, un’ondata di proteste generate dal malessere sociale e invita il grande capitale e i governi a farsi trovare preparati. L’esito delle proteste dipenderà dalla loro canalizzazione: in esplosioni di rabbia o in sollevazioni popolari organizzate.