Legge di bilancio: come favorire ricchi ed evasori

Innalzamento del tetto del contante a 5.000 euro, aumento (da 30 a 60 euro) per i negozianti della soglia per l’obbligo di consentire il pagamento con bancomat, condono per le cartelle esattoriali fino a 1.000 euro emesse dal 2000 al 2015, incremento del tetto di reddito per l’applicazione della flat tax al 15% per i soli lavoratori autonomi e molto altro ancora: ricchi ed evasori ringraziano.

L’inflazione allarga la forbice tra ricchi e poveri, ma in Italia si parla d’altro

L’alta inflazione fa crescere la distanza tra ricchi e poveri. Lo attesta persino uno studio della Bce. Niente di nuovo se non che, nell’ultimo anno, il fenomeno ha avuto un’accelerazione senza precedenti. Solo il Governo sembra non preoccuparsene, preso dall’esigenza di affermare la propria “identità”, con misure di repressione del dissenso, di mistificazione della storia, di attacco a chi salva vite in mare.

Il comunismo fiscale dei più ricchi

Paperon de Paperoni ringrazia. E con lui tutti i contribuenti con redditi di milioni di euro. Con la riforma fiscale in via di approvazione l’aliquota loro riservata, del 43%, è la stessa di chi ha un reddito appena superiore a 50.000 euro. Nel nostro Paese – è proprio il caso di dirlo – il comunismo ha la sua rivincita: naturalmente solo per i ricchi.

Sempre più ricchi, sempre più poveri

I numeri non mentono: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. È la sintesi di quanto emerge dal confronto delle dichiarazioni dei redditi degli italiani negli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. E ad avere i maggiori incrementi di reddito sono le fasce più elevate. Eppure la progressività fiscale resta un tabù.

Tassazione e irrazionalità politica

C’è una proposta di togliere l’IMU sulle seconde case e di introdurre una patrimoniale sulla ricchezza superiore ai 500 mila euro. Se ne avvantaggerebbero i più poveri e una parte del ceto medio, mentre a “perderci” sarebbero solo i più ricchi. Ma la politica si straccia le vesti e grida alla “rapina di Stato”.