Il comunismo fiscale dei più ricchi

Paperon de Paperoni ringrazia. E con lui tutti i contribuenti con redditi di milioni di euro. Con la riforma fiscale in via di approvazione l’aliquota loro riservata, del 43%, è la stessa di chi ha un reddito appena superiore a 50.000 euro. Nel nostro Paese – è proprio il caso di dirlo – il comunismo ha la sua rivincita: naturalmente solo per i ricchi.

Sempre più ricchi, sempre più poveri

I numeri non mentono: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. È la sintesi di quanto emerge dal confronto delle dichiarazioni dei redditi degli italiani negli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. E ad avere i maggiori incrementi di reddito sono le fasce più elevate. Eppure la progressività fiscale resta un tabù.

Tassazione e irrazionalità politica

C’è una proposta di togliere l’IMU sulle seconde case e di introdurre una patrimoniale sulla ricchezza superiore ai 500 mila euro. Se ne avvantaggerebbero i più poveri e una parte del ceto medio, mentre a “perderci” sarebbero solo i più ricchi. Ma la politica si straccia le vesti e grida alla “rapina di Stato”.