Riace: ricominciare!

Chi si stupisce perché a Riace ha vinto la Lega sottovaluta gli effetti della delegittimazione, dell’arresto e poi dell’“esilio” di Lucano e, soprattutto, del mancato versamento da parte dello Stato dei contributi per ben due anni di accoglienza, che ha riportato nel paese povertà, abbandono e sfiducia. Ma ora si ricomincia…

Terra bruciata intorno a Riace

La parola d’ordine è “Riace deve morire” ed essere isolata. Per questo “Il Giornale” cerca di criminalizzare Emilio Sirianni, un giudice per bene, colpevole di nulla ma da sempre vicino a Riace e a Domenico Lucano. Così va il mondo in Calabria e non solo. Ma è un mondo che non ci piace e che vogliamo cambiare.

Domenico Lucano, l’Italia, la giustizia

Da sette mesi Domenico Lucano, il sindaco di Riace, è sottoposto a una misura cautelare, confermata dai giudici di Locri e di Reggio Calabria disattendendo, nella sostanza, le indicazioni della Cassazione. È un fatto senza precedenti, che impone una riflessione sul ruolo che va assumendo la magistratura nella attuale situazione di crisi.

Riace: il calvario di Lemlem

Finalmente, dopo quasi sei mesi, Lemlem, la compagna di Domenico Lucano, è libera, grazie alla decisione della Cassazione che ha annullato senza rinvio la misura cautelare applicata nei suoi confronti dal gip di Locri. Resta tanta amarezza. Intanto, Lucano resta ancora soggetto al divieto di fare rientro a Riace.

Riace: il vento soffia ancora

«È stato il vento»: così iniziano spesso i racconti di Domenico Lucano sulla storia dei progetti a Riace. Il vento che ha spinto quel veliero carico di curdi sulla spiaggia del piccolo paese ionico. Ora la scommessa continua: con un Comitato e poi con una Fondazione per far ripartire i progetti, riaprire le botteghe…

Artiste e artisti per Riace

Sono oltre 570 le artiste e gli artisti che hanno contribuito a Matite per Riace: una raccolta di immagini, illustrazioni, vignette (fino al 6 gennaio in mostra a Torino) a sostegno della cittadina dello Jonio e del suo sindaco Domenico Lucano. Perché l’arte è l’arma di chi vuole la pace, e la cultura è una forma di resistenza.