Territori solidali

A Teano, nel 2010, l’Italia delle tantissime realtà di base si incontrò per avviare la ricostruzione di un’unità del Paese che avesse il collante dell’accoglienza e della solidarietà. Le esperienze di riferimento erano, allora, quelle di Riace e di Caulonia. Negli anni successivi sono prevalse politiche dettate dalla paura e dall’intolleranza. Ma oggi, pur in un contesto sempre più difficile, occorre riprendere quel percorso.

Risarcire Lucano: cominciamo con la fiction della Rai

Dopo che la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha reso giustizia a Mimmo Lucano e ai suoi compagni, occorre un grande rilancio delle politiche di accoglienza. In tale percorso, un tappa importante è la richiesta alla Rai di mettere finalmente in onda, dopo cinque anni, la fiction Tutto il Mondo è Paese, con Beppe Fiorello: a titolo di risarcimento minimo per Lucano e per dare visibilità a ciò che Riace ha significato.

C’è un giudice a Reggio Calabria

C’è un giudice a Reggio Calabria. La Corte d’appello reggina ha assolto Mimmo Lucano da tutte le accuse, salvo un “peccato veniale” sanzionato con una pena condizionalmente sospesa. La serie impressionante di delitti (a cominciare dall’associazione a delinquere) per i quali Lucano era stato condannato dal Tribunale di Locri a 13 anni e 2 mesi di reclusione (e i suoi coimputati a pene elevatissime) semplicemente non esiste.

Riace resiste

C’è una buona notizia: Riace resiste. Quel borgo continua ad essere instancabilmente percorso da Mimmo Lucano (per tutti, ancora, il sindaco) insieme a donne e uomini che accorrono a sostenerne il sogno: anche in questi giorni, in attesa del concerto di Eugenio Bennato, per ascoltare, tra gli altri, Luigi Ferrajoli, uno dei più grandi filosofi del diritto del mondo, parlare dell’utopia concreta di una Costituzione della terra.

Riace accoglie ancora

Mentre i sopravvissuti al terribile naufragio di Cutro sono sistemati nel Cara di Sant’Anna in condizioni di disagio e promiscuità indegni e, a Crotone e Cutro, è in corso il teatrino delle autorità, l’associazione Jimuel si offre per accogliere in cinque case confortevoli allestite a Riace, a titolo gratuito e per almeno un anno, 20 naufraghi privi di riferimenti familiari utili e che versino in condizioni di necessità.

Con Mimmo Lucano e con Riace

Il processo a Mimmo Lucano ha assunto fin dall’inizio connotazioni politiche inaccettabili. È un pericolo per tutti e per la stessa idea di accoglienza. Muove da questa consapevolezza un appello a organizzare in tutto il Paese manifestazioni pacifiche e democratiche per fare sentire vicinanza a Mimmo e totale condivisione del “progetto Riace” e della sua impostazione.

Riace riparte

A Riace riparte l’accoglienza dei migranti, senza distinzione di provenienza, di lingua, di colore della pelle. In questi giorni una famiglia in fuga dall’Afghanistan si è unita ai profughi rimasti dopo gli attacchi politici, il processo, l’assurda condanna nei confronti di Mimmo Lucano. Una grande rete di solidarietà continua a sostenere il modello Riace.

Dolce Lucano

Io a Riace ci sono stato, con tutta la famiglia, per toccare con mano l’esperienza straordinaria di Mimmo Lucano. E oggi mi viene spontaneo chiedere a prefetti e alti funzionari dello Stato: perché avete usato per anni la disponibilità del sindaco di Riace a risolvervi i problemi di accoglienza di profughi e migranti e poi, alla prima occasione, lo avete “scaricato”?

Non è giustizia

A Locri non è stato condannato solo Mimmo Lucano. Sono state condannate l’accoglienza e il senso di umanità. Lo svelano la contestazione di associazione per delinquere e l’entità della pena inflitta. È il mondo all’incontrario in cui la solidarietà e la dignità delle persone sono degli optional e il modello è l’ottusità burocratica. L’opposto di ciò che chiede la Costituzione.