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L’eredità della pandemia

Il Covid non circola più o comunque non è più così letale. Ma l’eredità che ha lasciato è estremamente pesante. “Niente sarà più come prima”, si diceva. Forse. Ma oggi è peggio di prima. Passata la grande paura è diventato impossibile chiedere comportamenti virtuosi, più consoni con Madre Natura. La massima a cui adeguarsi sembra essere l’antico adagio “chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”.

Le contraddizioni dell’approccio svedese al Covid

In Svezia è in corso in questi giorni, con la crescita del contagio, una revisione dell’approccio finora seguito, fondato sulla moral suasion. Vengono, infatti, introdotte, seppur in un modo confuso, norme restrittive e gli organi politici tendono ad appropriarsi di poteri tradizionalmente attribuiti a organismi sanitari non elettivi.

Libertà e buona sorte

Di fronte alle molte restrizioni di questi giorni risuona forte la domanda «è necessario?», che rimanda agli interrogativi di sempre sulla libertà di ciascuno e sui suoi limiti. Per le risposte soccorrono i poeti, a cominciare da Walt Whitman e dal suo “Canto della strada aperta”, magnifico inno alla vita e alla libertà.