Vietato passare. Report dalla frontiera di Ventimiglia

I dati raccolti dalla clinica mobile di Medici Senza Frontiere operante a Ventimiglia non lasciano dubbi: le persone che tentano di attraversare il confine italo-francese, spesso all’esito di percorsi drammatici, vengono respinte in modo sistematico e indiscriminato, senza considerare le loro storie e vicende personali o le vulnerabilità individuali, in violazione dei diritti più elementari.

I migranti e il cinismo dell’Italia e dell’Europa

I Governi europei hanno raggiunto l’accordo su immigrazione e asilo: ogni Paese potrà respingere direttamente i “migranti di provenienza da Paesi terzi con bassa probabilità di ottenere l’asilo” verso Paesi insindacabilmente definiti sicuri. È un colpo mortale al diritto di asilo e una vittoria dei sovranismi e delle destre xenofobe (che pure, in un cinico gioco delle parti, si dicono insoddisfatti).

Il fronte del porto e un Governo senza vergogna

Il Governo ostacola le operazioni di salvataggio dei naufraghi raccolti in mare dalle navi di alcune ONG consentendo lo sbarco esclusivamente ai “fragili”. Solo dopo il richiamo dell’UE e una serie di ricorsi ai tribunali fa marcia indietro ricorrendo, per salvare la faccia, a un escamotage. È una scelta miope e illegittima. Un’altra politica è possibile a partire da un’analisi non demagogica dei flussi migratori.

Ci sono profughi e profughi

Di fronte all’esodo dall’Ucraina l’UE ha finalmente adottato misure nuove, seppur insufficienti, per l’accoglienza dei profughi. Ma, intanto, sulle stesse frontiere proseguono respingimenti e discriminazioni, i richiedenti asilo provenienti da Afghanistan e Siria sono bloccati in Turchia e nel Mediterraneo si continua a morire. Evidentemente ci sono profughi di serie A e profughi di serie B.

«Salvati tu che hai un sogno»

Cambiano i Governi ma non le politiche. L’Italia incrementa i fondi per la cosiddetta Guardia costiera libica e rafforza l’assistenza tecnica e militare. Il risultato è l’aumento delle violenze e delle morti nel Mediterraneo (886 dall’inizio dell’anno). E salvarsi diventa sempre più un’avventura, come racconta un intenso romanzo autobiografico di Cherif Karamoko.

Balcani e Mediterraneo: dove fallisce l’umanità

Le rotte sono diverse – i Balcani o il Mediterraneo – ma le politiche non cambiano. In entrambi i casi gli Stati europei sbarrano i confini e ricacciano indietro i profughi, in aperta violazione del diritto d’asilo e del divieto di respingimento, proclamato dagli articoli 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione.

Migranti: l’ipocrisia dell’Europa

Il Patto sulle migrazioni e l’asilo adottato dall’Unione promette un salto di qualità comprensivo dell’impegno al soccorso nel Mediterraneo e alla condivisione di responsabilità di tutti gli Stati membri. Ma la promessa è tradita dalle singole disposizioni che confermano la logica del rifiuto e la costruzione di un’Europa-fortezza.

Area balcanica e rotta della violenza: le responsabilità dell’Europa e dell’Italia

Quanto avviene nell’area balcanica fino ai nostri confini non può essere ignorato dalle istituzioni italiane, europee e internazionali. In Slovenia, in Croazia e al confine del Friuli Venezia Giulia i migranti in fuga da guerre e conflitti vengono respinti con violenza inaudita e in violazione di tutti i trattati. È il tradimento della nostra storia.

Le vite dei migranti contano?

I migranti continuano a morire. In mare e sulle spiagge o nei centri di detenzione libici. A migliaia. Eppure UE e Italia continuano a collaborare con la Guardia Costiera Libica nelle intercettazioni di massa di migranti nel Mediterraneo e nel loro respingimento in Libia. Lo documenta un dossier di alcune ONG diffuso il 17 giugno.