Un nuovo conflitto nel mar Rosso

Gli attacchi degli Houthi contro navi legate a Israele nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso hanno aperto un nuovo confitto. Nell’incertezza delle risposte legittimate dal diritto internazionale, l’Unione Europea si è orientata su azioni di difesa delle imbarcazioni in transito mentre Usa e Regno Unito hanno risposto bombardando postazioni militari terrestri in Yemen. Crescono così i rischi di escalation.

Come liberarsi dei rifugiati e vivere felici

Dopo la Danimarca è la volta del Regno Unito, il cui premier annuncia di aver concordato con il Governo del Rwanda il trasferimento nel paese africano dei richiedenti asilo approdati sul territorio di sua maestà britannica. Saranno le autorità ruandesi a esaminarne le richieste e a provvedere alla loro sistemazione. Così funziona la tutela dei diritti nella più risalente democrazia europea.

Lavorare meno è possibile (e utile)

Nel Regno Unito la riflessione sulla opportunità di ridurre l’orario di lavoro a 32 ore per quattro giorni alla settimana a parità di retribuzione è in corso. Anche per aumentare l’occupazione. In Italia, invece, si continua a pensare (a torto) che per far crescere l’occupazione si debba diminuire il costo del lavoro.

Elezioni inglesi. Non tutto è come sembra

Nelle ultime elezioni nel Regno Unito i giovani hanno votato in gran maggioranza Labour, gli anziani Johnson, alla faccia del luogo comune secondo cui Corbyn sarebbe “il vecchio” da rottamare. YouGov ha realizzato un’interessante analisi dei flussi che demolisce molti stereotipi e molte sciocchezze sul voto inglese.

La terra desolata (sulle elezioni inglesi)

Dire che Corbyn ha perso perché “troppo radicale” è falso. Nelle elezioni inglesi la questione dell’uscita dall’Europa ha polarizzato il voto, e il “Get Brexit done” di Johnson ha sbaragliato tutti, conquistando il consenso anche di quell’elettorato Labour massacrato dalle politiche neoliberiste e ingannato dalla illusione sovranista.