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Autonomia differenziata: illusioni e realtà

L’approvazione al Senato del disegno di legge Calderoli, che definisce le procedure per la realizzazione della autonomia differenziata delle Regioni, è il primo passo di un percorso lungo e tormentato. Non per questo si può attendere. È necessaria da subito una mobilitazione per contrastarne l’iter e per fugare l’illusione che tale autonomia possa essere utile. Non lo è infatti, a ben guardare, neppure per le regioni ricche.

L’Italia a rischio salute

La balcanizzazione della Repubblica (realizzata con la legge di bilancio, il decreto Milleproroghe e il disegno di legge Calderoli) non dà solo il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale, già in sofferenza e differenziato per regioni, ma attenta direttamente alla salute dei cittadini, che si tutela con la prevenzione primaria, assicurata dall’esercizio di una pluralità di competenze oggi sottratte alle Regioni.

Un altro regionalismo è possibile

Non è l’autonomia regionale in sé ad essere eversiva, ma quella che si prospetta: un’autonomia appropriativa e separatista che integra una sorta di secessione dei ricchi. Ad essa va contrapposta una devoluzione di competenze che consenta, traendo ispirazione dai principi costituzionali, una redistribuzione delle risorse idonea a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza delle persone nei territori svantaggiati.

Un Paese, due scuole

L’unità del Paese scricchiola pesantemente sotto il peso delle attuali differenziazioni territoriali. A partire dalla scuola, che presenta un enorme livello di disparità. La priorità dell’agenda politica dovrebbe dunque essere il superamento delle diseguaglianze per consentire a tutti i cittadini di avere le stesse opportunità. Ma ciò mal si concilia con la prospettiva dell’autonomia differenziata.

L’autonomia regionale differenziata: domande e risposte

Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della bozza Calderoli sulla autonomia regionale differenziata parte la corsa verso la secessione delle regioni ricche. Per ora è solo uno spot elettorale ma già ne sono chiari i guasti istituzionali. È dunque necessaria da subito un’opposizione senza sconti: per eliminarne la possibilità o, quantomeno, per ridurne l’ambito di applicazione.

Autonomia differenziata, fermate quel treno

L’approvazione preliminare del disegno di legge sull’autonomia differenziata è prossima. Se il progetto andasse a compimento avremmo 20 mini Stati regionali con discipline diverse in tema di istruzione, trasporti, comunicazioni, energia, lavoro, ambiente, sanità e con cristallizzazione definitiva delle differenze attuali. Ma il treno dell’autonomia può essere fermato dall’iniziativa dei cittadini e delle cittadine.

Autonomia delle regioni e sistema dei diritti: un equilibrio a rischio

L’impianto costituzionale della Repubblica impone che il rapporto tra uniformità e differenziazione non sia sbilanciato a vantaggio di istanze di maggiore autonomia. La rottura di quell’equilibrio – evidente nella bozza di autonomia regionale differenziata presentata dal ministro Calderoli – mette a rischio la tenuta del sistema, che può essere regionale nell’articolazione, ma che resta nazionale nei principi.

Il Governo preme l’acceleratore sull’autonomia differenziata

Nella storia della Repubblica nessun Governo ha fatto tanto danno in un tempo così breve. L’esecutivo sarà pure targato Meloni, ma nella fase di avvio la Lega ha preso il volante, con un Salvini d’annata. Concorre al danno il ministro Roberto Calderoli, che consegna alla Conferenza delle regioni un progetto di legge di attuazione per l’autonomia differenziata che mette il turbo al motore separatista.

La Toscana vuole la competenza anche per l’energia

Il presidente della Toscana, appoggiato dalla ministra Gelmini, rivendica la competenza regionale in tema di energia. Forse non si è accorto della guerra. Ma, intanto, due domande si affacciano: chi decide la politica energetica del Paese? e, poi, se l’autonomia differenziata è questo, non sarebbe più chiaro dire che si vuole un separatismo, sia pure soft?