Non possiamo dirci innocenti

Scrivere “Qui ci sono ebrei” sulla porta della casa di una partigiana deportata nei lager ha un senso generale di straordinaria gravità. V’è in ciò il riemergere di fantasmi del passato liberati da ogni remora civile, il rifiuto della storia, il coagulo e l’esaltazione di tutte le ricorrenti pulsioni contro chi è considerato “diverso”.

Lo stupidario razzista e la Costituzione

“Razza” era per i costituenti una parola “maledetta”, utilizzata solo per scolpire in maniera indelebile il rifiuto dell’ideologia e della pratica del fascismo. Anche su questo punto la Costituzione, con buona pace del neo presidente della Regione Lombardia, non è da cambiare ma da attuare, isolando parole e pratiche come le sue.